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Verna Oro, la tradizione orafa abruzzese si rinnova

L’oreficeria, fondata nel 1994 dai gemelli Fabio e Giampiero Verna e con sede a Pescara, mira a far vivere in forme nuove e promuovere la cultura orafa abruzzese, ora anche a livello internazionale

di Davide De Vincentiis

Nell’era della mercificazione e dell’uniformazione globale, le specificità culturali locali sono più che mai da promuovere, valorizzare e rilanciare: è quello che fa Verna Oro, oreficeria con sede a Pescara fondata nel 1994 dai fratelli Fabio e Giampiero Verna, i quali, per realizzare i loro prodotti, attingono alla tradizione orafa abruzzese, reinterpretandola secondo dei gusti più moderni, ma da un indistinguibile e forte sapore ancestrale.

Il primo rapporto dei due futuri orafi - imprenditori con il mondo dell’artigianato ha origine quasi per caso, ai tempi della scuola.

“Siamo cresciuti con gli scarponi da trekking - narrano i gemelli - e, avendo girato in lungo e largo le nostre montagne, abbiamo avuto modo di osservare da vicino le straordinarie abilità artigianali della nostra gente. Il nostro primo approccio con l’artigianato è stato dettato, oltre che dall’ammirazione per questo mondo, anche dalla nostra innata capacità manuale. Nostra madre, infatti, al termine delle scuole medie, ci ha caldamente suggerito di iscriverci all’Istituto d’arte, tra le quali sezioni c’era anche oreficeria, di cui ci siamo subito innamorati: ancora oggi ci reputiamo fortunati ad aver fatto della nostra passione il nostro lavoro”.

Al termine del ciclo di studi, Fabio e Giampiero hanno proseguito il proprio percorso da autodidatti, fondando qualche anno dopo, nel 1994, Verna Oro. Negli ultimi tempi hanno ideato una scuola di arte orafa, che avrà sede a Calascio e che sarà esclusivamente dedicata ai giovani artigiani che in futuro saranno ambasciatori del Made in Italy.

“L’idea della scuola è nata dalla consapevolezza - spiega Giampiero - che era doveroso trasmettere ai giovani il nostro bagaglio di pensieri, concetti ed idee, al fine di difendere e valorizzare il Made in Italy, cioè l’eccellenza italiana, la quale negli ultimi decenni è stata scarsamente promossa a causa di politiche poco lungimiranti. D’altronde, sono proprio le piccole botteghe ad essere la fucina del talento. Sto cercando di trasmettere questo bagaglio anche a mio figlio, che ha solo 6 anni ma già si sta iniziando ad appassionare a questo mondo”.

Per i Verna, la tradizione è importantissima ma occorre armonizzarla con le nuove idee, facendo in modo che possa durare a lungo: le loro opere si inseriscono in uno stile revivalistico e tradizionale, con l’obiettivo di divenire nel corso degli anni, anch’esse dei classici.

“Riproduciamo i modelli antichi - prosegue l’orafo - perchè il nostro passato e le nostre tradizioni sono importantissime: noi ci rifacciamo, in questo, ad una celebre frase del compositore austriaco Gustav Mahler, secondo cui la Tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri. Le nostre opere non riproducono mai in maniera asettica, passiva o meccanica i modelli del passato, ma sono dotate di un profondo significato dietro e sono prodotte con grandissima passione, non per mera imitazione. Ad esempio il Cherubino, una delle nostre ultime creazioni, è custode di un sapere ancestrale che appartiene alle aree interne della nostra regione, sebbene segua un gusto anche per certi versi moderno, in quanto l’oreficeria deve andare avanti rimanendo però nel solco della tradizione. Non dobbiamo dimenticare che in molte aree della nostra regione, ogni gioiello è associato ad un paese: tra i numerosi esempi abbiamo le sciacquajje di Guardiagrele e l’Amorino di Scanno”

L’amore e l’attenzione rivolta al territorio da Fabio e Giampiero è testimoniata dall’incontro che si è tenuto lo scorso 15 dicembre, presso il loro atelier, in cui lo scrittore e giornalista aquilano Angelo De Nicola ha presentato la sua ultima fatica, il saggio “Il primo Giubileo della storia”, incentrato sulla Perdonanza celestiniana, concepita da Papa Celestino V (che fu incoronato proprio a L'Aquila nella Basilica di Collemaggio) e che ormai è divenuta un patrimonio identitario di enorme valore per il capoluogo abruzzese: l’evento, moderato da Amedeo Polidoro, ha visto anche la partecipazione di Francesca Pompa, editrice della casa editrice aquilana One Group e Dante Capaldi, giornalista e storica firma del Corriere dello Sport, mentre i passi del libro saranno letti dalla giornalista Sabrina Giangrande.

Il prossimo ed ambizioso obiettivo dei gemelli Verna è quello di esportare la ricchissima tradizione orafa abruzzese anche oltreoceano, avviando un progetto di reciproca collaborazione tra Italia e Stati Uniti.

“Abbiamo molti progetti per il futuro - conclude Giampiero -, ma il più importante è senza dubbio quello legato agli Stati Uniti. Vogliamo infatti iniziare dei percorsi su entrambe le coste statunitensi ed incominciare un vero e proprio scambio culturale che riguardi anche la nostra scuola a Calascio. Porteremo il nostro know-how negli States e successivamente loro ricambieranno la visita venendo qui in Abruzzo, ove conosceranno la scuola orafa, la quale possiede anche una biblioteca che possiede ben 4000 volumi sul tema e che è dedicata a Sant’Eligio, orafo al servizio dei re merovingi e patrono dei gioiellieri. Cerchiamo sempre di sviluppare al meglio ogni forma culturale, poichè nel nostro lavoro non è solo importante il saper fare, ma anche il saper pensare: questi ingredienti sono imprescindibili per essere sia artigiani sia imprenditori”.

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