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Giuliana Martini: "I miei 4 anni al fianco di Nelson Mandela"

L’imprenditrice con origini abruzzesi racconta la sua straordinaria carriera nell’organizzazione eventi in Sudafrica

Marcella Pace

Gusti preferiti a tavola, allergie e abitudini privatissime. Con il suo lavoro ha conosciuto i segreti più intimi dei più grandi capi di Stato, da Bill Clinton alla Regina Elisabetta, da Fidel Castro alla Regina Sofia. Lei è Giuliana Martini, romana di nascita, originaria di Rovere, piccola frazione di Rocca di Mezzo, nella provincia de L’Aquila, ma sudafricana di adozione. Da oltre 30 anni Giuliana che è mamma di due gemelle, Claudia e Alessia di 26 anni e del ventiquattrenne Michelangelo, è imprenditrice nel campo dell’organizzazione eventi e per ben 4 anni ha lavorato al fianco di Nelson Mandela, quando era presidente. «Ho vissuto i primi due anni e mezzo della mia vita in Italia - racconta Gill, (come la chiamano tutti) dal suo ufficio di Johannesburg -. Era il dopoguerra, l’Italia era un paese povero e la mia famiglia ha deciso di trasferirsi in Sudafrica dove già dal 1870 viveva un mio bisnonno». Gill cresce, si iscrive all’Università di Legge di Johannesburg, che non conclude «per motivi politici - racconta, mantenendo un tono di voce rassicurante e sorridente-. Dopo un breve periodo in Italia, Paese che amo e dal quale non riesco a stare lontana per più di 12 mesi, sono tornata in Sudafrica e ho cominciato a lavorare nel settore del marketing e delle public relation in una grande azienda francese». Sono gli anni ‘80, Gill si sposa con Malcolm e nel frattempo matura l’idea di mettersi in proprio. Fonda così la sua Phambili African Events, «che in lingua zulù - spiega - significa “andare avanti” ». Un nome che segna un percorso che procede fluidamente e dà a Giuliana grandi soddisfazioni. «Avevo organizzato un evento per un centro commerciale di Pretoria, dove invitai anche la moglie dell’allora presidente Frederik Willem de Klerk. Fu proprio lei a suggerire il mio nome, in occasione dell’organizzazione della cerimonia di liberazione di Nelson Mandela. Da quel momento nella mia carriera è arrivata la svolta- afferma questa abruzzese illustre -. Per quattro anni ho affiancato il presidente nell’organizzazione delle visite istituzionali dei più grandi capi di Stato, curando tutta la parte non politica di tali viaggi. Prima di Mandela il Sudafrica era un Paese isolato. Con lui tutto è cambiato. Mandela era una persona molto saggia, conscia di essere l’emblema della riconciliazione tra il bianco e il nero. Ricordo che nei momenti più difficili nell’organizzazione di questi grandi banchetti lui mi ripeteva di calmarmi, di perdonare sempre e non dimenticare mai». Conclusa l’esperienza con il presidente Mandela, per Giuliana, che di quel periodo ricorda con grande soddisfazione la visita del presidente Carlo Azeglio Ciampi, è tutto in discesa. Per lei si aprono le porte delle più importanti cerimonie del Paese. È Giuliana Martini ad organizzare il banchetto di chiusura del Mondiale di Rugby sudafricano, l’African Nation Cup di calcio nel 1996. Oggi fa parte della organizzazione della Conferenza internazionale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. «Il mio desiderio – svela Gill - è quello di lasciare un’impronta. Ho avuto l’opportunità di lavorare con grandi personaggi e su eventi di rilievo internazionale. Adesso voglio insegnare ciò che so. Per questa ragione quando vinco nuovi appalti, elaboro il concetto dell’evento che poi faccio realizzare, sotto la mia supervisione, a giovani che di volta in volta collaborano con la mia agenzia». Ma il più grande sogno di Giuliana Martini è quello di realizzare qualcosa di straordinario per l’Italia. «Voglio coordinare un grandissimo evento per le zone terremotate del mio Abruzzo, creando una mobilitazione di tutta l’economia regionale. Abbiamo un enorme vantaggio: il brand Italia, ma non sappiamo sfruttarlo. Nel corso della mia vita ho girato tutto il mondo e ovunque ho sempre sentito ammirazione per la cucina, la moda, il design e le bellezze italiane. Eppure l’Italia è passiva e non sa vendere le sue peculiarità. Mi piacerebbe invece dare vita ad una maestosa manifestazione, dove tutto racconta l’Italia e l’Abruzzo in particolare. Per farlo è però necessaria la collaborazione delle Istituzioni. Sono una persona piena di grinta, determinata. Per me nulla è impossibile, soprattutto se si tratta di dare vita ad un progetto attraverso il quale ricostruire il territorio colpito dal terremoto. Lo devo alla mia terra - conclude Giuliana che prima di congedarsi al telefono, mi chiede di rivolgere un particolare saluto alla “sua Majella” - ma in special modo ai miei genitori».

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