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Un Data Center e un distretto digitale per L’Aquila

Il capoluogo abruzzese è oggi il luogo ideale dove parlare e fare innovazione: punta a questo la proposta dell’on. Antonio Martino sulla creazione di un luogo della ‘modernità’, da dove i giovani non debbano fuggire, anzi siano attratti

a cura della redazione

Parte da Palazzo Camponeschi, sede appena restaurata del Rettorato dell’Ateneo aquilano, da quel cuore del centro storico di un capoluogo d’Abruzzo che vola verso l’innovazione più “spinta”, la proposta di legge di Antonio Martino, deputato da poco eletto nelle file di Forza Italia, su “Norme per favorire lo sviluppo dell’economia digitale nei comuni del cratere sismico del terremoto del 6 aprile 2009”.

Un provvedimento che come lui stesso ha sottolineato “ha l’obiettivo di impedire che i giovani vadano via dall’Abruzzo perché, non solo il lavoro, ma la ‘modernità’ stessa sono altrove. L’idea è ‘approfittare’ delle opportunità offerte dalla legislazione post terremoto, per creare nell’area del cratere una Silicon Valley abruzzese, grazie al felice concorso di opportunità, circostanze, saperi e volontà, che in gran parte sono già presenti e che hanno bisogno solo dell’attenzione nazionale, espressa tramite un indirizzo strategico formulato con legge dello Stato”. Una Silicon Valley abruzzese che, mediante specifiche disposizioni, punta alla creazione di Data center e di un distretto digitale.

 Le principali agevolazioni consistono nell’azzeramento degli oneri generali di sistema, che gravano sulle bollette elettriche e ne rappresentano oltre il 40 per cento; nella proroga triennale, limitata al territorio e alla digitalizzazione dell’iperammortamento previsto dal Piano impresa 4.0; nell’accesso alle agevolazioni dei distretti industriali, ove si costituisca il distretto digitale; nell’accesso prioritario dell’area del cratere alla realizzazione della rete della banda ultralarga; nell’estensione del credito d’imposta Ricerca e Sviluppo all’implementazione delle attività di Big Data e Cloud Computing.

 In questo momento sull’Aquila convergono diversi fattori positivi, che rendono possibile questo progetto, quali una legislazione post terremoto volta a favorire lo sviluppo economico con interventi di vantaggio che superano taluni limiti posti dall’UE; un ambiente scientifico e culturale reso tale dalla presenza dell’INFS e dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, dal Gran Sasso Science Institute, ma soprattutto da una Università vivacissima in ambito scientifico; poi l’interessante posizione geografica che vede la città come nodo di interconnessione delle due principali dorsali terrestri italiane adriatica e mediterranea, interconnesse con le dorsali sottomarine tramite Bari e Anzio-Roma; una condizione climatica particolare e assolutamente adatta all’installazione di Data center, con una efficienza energetica paragonabile a quella dei Paesi del Nord Europa; e infine la disponibilità di lavoro qualificato grazie alla presenza di multinazionali.

Martino ha voluto accanto a sé in questo percorso “sinergico” la rettrice Paola Inverardi e il professor Fabio Graziosi del Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell'informazione e Matematica.

Dunque l’obiettivo della proposta è creare un perimetro normativo in cui le condizioni per fare impresa in questo settore siano favorevoli, cosicchè imprenditori, multinazionali e pubbliche amministrazioni trovino attrattivo questo territorio, che prima di altri sarà in grado di rispondere ai cambiamenti che nei prossimi anni la tecnologia ci porrà davanti. Infatti, la proposta si propone anche di ridurre il gap relativo all'infrastrutturazione digitale e rafforzare gli elementi di forza del programma di sviluppo Re Start, che indirizza il 4 per cento dei fondi per la Ricostruzione allo sviluppo economico del cratere sismico 2009, con una dimensione finanziaria complessiva pari a 320 milioni di euro.

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