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“Nella sintesi tra innovazione e produzione è la chiave della crescita dell'economia del territorio aquilano”

I dieci anni passati, il presente e il futuro dell’economia e dell’impresa all’Aquila, ne abbiamo parlato con Riccardo Podda, presidente di Confindustria L’Aquila-Abruzzo interno

Laura Tinari

Dieci anni duri quelli che l’impresa aquilana si lascia alle spalle. Dal suo osservatorio privilegiato di manager di una multinazionale, che ha continuato a investire all'Aquila, come li racconterebbe?

“Il sisma del 2009 ha rappresentato uno spartiacque per L'Aquila e il suo hinterland. Un territorio che ha dovuto fare i conti con la polverizzazione del tessuto economico, nella fase dell'immediata emergenza, e con la necessità di rimettere in piedi quell'alveo fruttuoso rappresentato dal mondo della piccola e media impresa, ossatura dell'economia insieme ai grandi gruppi industriali, che hanno fatto da traino alla ripresa. A dieci anni di distanza dal tragico evento del 6 aprile 2009, il lavoro verso una sostanziale rinascita del tessuto economico locale è a buon punto, ma va rafforzato e accompagnato, partendo proprio dal patrimonio della grande industria, penso a realtà come la Thales Alenia, ma anche a tutto il polo farmaceutico con nomi importanti come Dompé, Menarini, Sanofi-Aventis, per dare sostegno alle pmi”.

È innegabile che la presenza sul territorio di queste aziende abbiano stimolato la nascita di una piccola e media impresa locale che opera nello stesso settore. Come nel tempo questo rapporto si è espresso e come potrà continuare? Un tema presente anche nel suo programma di mandato come Presidente di Confindustria.

“Ritengo che il legame tra le realtà industriali più forti e strutturate, che operano in un contesto internazionale, e il mondo della piccola impresa sia fondamentale in un periodo storico come il nostro. Non a caso, ne ho fatto un punto cardine del mio mandato elettorale. La crisi degli investimenti, la latenza del tessuto produttivo e la difficoltà ad intercettare nuove aziende pronte ad investire sul territorio, possono essere controbilanciati da un'attenta politica di coinvolgimento delle pmi nel circuito virtuoso dell'imprenditoria più forte, quanto a numeri e fatturato. Il ruolo di Confindustria, in tal senso, risulta fondamentale come coniugatore di interessi e collante di un rapporto che veda i piccoli imprenditori protagonisti del processo virtuoso di crescita economica del contesto in cui operano”.

Vestendo, invece, ora proprio i panni del Presidente di Confindustria L’Aquila quale è la fotografica dell’economia locale in questo momento?

“I numeri parlano da soli. La provincia dell'Aquila, secondo gli ultimi dati Istat, ha perso dal 2007 ad oggi circa 10mila occupati. Già prima del terremoto aveva subìto pesanti conseguenze, sul piano occupazionale, dovute alla crisi economica, passando da 124mila occupati del 2007 a 117mila del 2008. Dopo il sisma del 2009 il calo complessivo del numero di addetti è stato pesantissimo, fino a toccare il picco minimo di 107mila occupati al 31 dicembre 2014. Anche il comparto delle costruzioni, che pure sulla carta risultava trainante considerando che siamo nel più grande cantiere d'Europa, ha fatto registrare una diminuzione di circa 2mila unità nell'ultimo biennio laddove il terremoto si è sommato alla crisi globale dei mercati”

Uno dei temi di più scottante attualità e difficoltà per molte imprese è quello della restituzione delle tasse, a che punto è la trattativa con il Governo in vista dello scadere della proroga della riscossione del 30 giugno?

“La scadenza della proroga concessa alle imprese per la presentazione della documentazione relativa alla certificazione degli aiuti e delle agevolazioni di cui le aziende aquilane hanno beneficiato, dopo il sisma 2009, è prossima. Confindustria, che ha sollecitato anche il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, con una lettera ufficiale perché si rendesse parte in causa, anche a nome delle associazioni di categoria nel dialogo con il Governo, sta mettendo in campo tutti gli strumenti di interlocuzione politica e tecnica per addivenire ad una proroga annuale, che rimandi a luglio 2020 qualunque tipo di provvedimento. Un lasso di tempo necessario per formalizzare l'interlocuzione con l'Europa e portare a casa il risultato dell'innalzamento della soglia “de minims” da 200mila a 500mila euro, che salverebbe dalla restituzione forzata buona parte delle imprese coinvolte. Ricordiamo che l'operazione riguarda 126 aziende che operano sul territorio per complessivi 76 milioni di euro da restituire”

Come vede il futuro dell’economia di questo territorio? 

“La rinascita economico-sociale deve accompagnare necessariamente quella fisica per evitare che L'Aquila diventi un ‘non -luogo’ poco appetibile per le giovani generazioni. Le potenzialità e le risorse non mancano: abbiamo importanti attrattori come i Laboratori di fisica nucleare, il Gssi, l'Università. In questo territorio sono in atto sperimentazioni innovative: è il caso del 5G, che fa dell'Aquila una delle città all'avanguardia in Italia per i sistemi di telefonica e trasmissione di ultima generazione. Le parole d'ordine sono sinergia, ricerca e innovazione, nel contesto attuale che richiede alle imprese, dalle multinazionali alle più piccole realtà produttive, di fare quadrato intorno ad un progetto di sviluppo. Nella sintesi tra innovazione e produzione ritengo sia la chiave della crescita futura dell'economia del territorio”.

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