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Arrivano anche in Abruzzo le proteste degli agricoltori: cortei pacifici in tutta la regione

Gli agricoltori in rivolta contro le politiche dell’UE, accusate di distruggere il settore primario locale. Presenti anche giovani, studenti, famiglie, imprenditori e politici. Avanzate molte proposte per costruire il futuro dell’agricoltura

A cura di Davide De Vincentiis

In quest’inizio di 2024, l’Europa è stata scossa dalla rivolta degli agricoltori: le proteste sono partite in Germania, dove gli agricoltori hanno bloccato con i loro trattori le autostrade teutoniche per reagire alle politiche di austerity e tagli sostenuta dall’attuale governo, per poi diffondersi anche in altri importanti Paesi come Francia e Italia. Gli agricoltori tedeschi hanno fatto scuola anche in Abruzzo, regione in cui storicamente l’agricoltura ha sempre costituito un pilastro dell’economia.

A Pescara, nelle giornate dal 25 e del 27 gennaio, si sono svolti due cortei: il primo ha visto sfilare gli agricoltori dall’ex Cofa fino a Piazza Unione, fermandosi quindi sotto il Palazzo della Regione. In testa alla manifestazione c’era un trattore, simbolo dell’agricoltura e dei timori legati alle politiche europee ispirate al Green new deal cui si oppongono, seguiti dai bambini con i loro trattori giocattolo e dagli studenti dell’Istituto agrario di Alanno, a simboleggiare il futuro di questo settore che dunque non può in alcun modo essere abbandonato a sè stesso.

“Si protesta contro l’Europa e tutte le norme che la stessa unione vuole imporre: questo messaggio deve essere chiaro”, afferma l’imprenditore Carlo D’Onofrio, tra gli organizzatori della protesta. Le norme comunitarie hanno colpito “le coltivazioni ed i territori: non possiamo smembrare la nostra agricoltura, non possiamo smembrare gli allevamenti per gli impianti fotovoltaici e per mangiare carni sintetiche”, aggiunge, dichiarandosi soddisfatto per la massiccia partecipazione alla manifestazione degli addetti ai lavori e della cittadinanza, compresi i giovani e le famiglie, che hanno portato con sè anche i bambini.

Presenti anche tanti sindaci e amministratori locali, tra cui quelli di Spoltore, Catignano, Vicoli, Penne, Civitaquana, Collecorvino, Cugnoli, Tollo, Civitella Casanova e Loreto Aprutino. “Siamo qui - dichiara il sindaco loretese Renato Mariotti - e gli agricoltori ci hanno ringraziato, ma siamo noi a ringraziare loro, perchè i sindaci, oltre a sensibilizzare la comunità, di più non possono fare. Invece, è importantissimo il ruolo dei nostri agricoltori, che ci danno la possibilità di fare una battaglia seria e concreta nei confronti delle istituzioni. L’approvazione di queste norme significa la fine: il nostro futuro, quello non solo dell’Abruzzo ma di tutto il Paese, si basa esclusivamente sulla valorizzazione delle nostre eccellenze”.

Ha partecipato anche il comitato Bonifica sostenibile, di cui è membro anche l’imprenditore di Loreto Aprutino Francesco Paolo Valentini, amministratore dell’omonima azienda vitivinicola di famiglia. Secondo il manager, la causa delle proteste degli agricoltori è da ricercarsi nelle sbagliate politiche attuate negli ultimi anni, puntando il dito anche verso i sindacati: “L’agricoltura è sempre stata il fanalino di coda, solo che ora si è toccato il fondo. Questa manifestazione ne è l’esempio più lampante. La cosa più triste è che vedo solo agricoltori, non vedo sindacati”.

Dello stesso avviso anche l’avvocato Patrizia D’Agostino, la quale lamenta il totale disinteresse delle istituzioni al tema ed invita i cittadini a combattere per risolvere i problemi, in primis quelli di natura fiscale, perchè “sono sette anni che l’ente [Consorzio bonifica Centro, NdR] non applica più la legge, quindi le tariffe vengono stabilite in base alle necessità del momento e attualmente abbiamo un’incidenza di 270 euro a ettaro.” I problemi più gravi, però, prosegue l’avvocato, riguardano i piccoli proprietari di piccoli appezzamenti o di immobili, “che si sono visti recapitare tasse ingiuste e immotivate”.

Gli agricoltori hanno più volte coralmente affermato che non si sentono rappresentati dai sindacati, accusati di averli lasciati soli anche in quest’occasione: la protesta partita dall’ex Cofa è partita dal basso ed è rimasta tale. Determinati nel sostenere la protesta, invece, gli studenti dell’Istituto agrario di Alanno, molti dei quali provenienti da famiglie proprietarie di aziende agricole: tra questi, c’è la diciassettenne Giulia, i cui genitori gestiscono un’azienda vitivinicola a Bucchianico, e che vuole seguire le loro orme, esprimendo allo stesso tempo timore per il futuro della piccola agricoltura, asse portante dell’agricoltura abruzzese (e italiano), minacciato dalle politiche dell’Unione europea e come rimarcato da un altro organizzatore, Roberto Rosati, dalle “multinazionali e dalla grande distribuzione che comanda sempre sui prezzi”. Una battaglia dunque simile a quella di Davide contro Golia, che secondo gli organizzatori può avere lo stesso epilogo della storia biblica.

Spostandoci di qualche chilometro all’interno, lo scorso 29 gennaio anche Chieti è stata teatro della manifestazione “Marcia per l’agricoltura”, organizzata dal Centro Bonifica Sostenibile, che ha redatto anche un manifesto programmatico, comprendente i seguenti punti: l’immediato insediamento degli eletti nella seduta del 26 novembre 2023; l’applicazione del piano di classifica, per cui la tariffa irrigua deve essere commisurata al tipo di coltura e di terreno effettivamente irrigato ed irrigabile; in terzo luogo, il ricalcolo immediato dei contributi 2021-2022-2023 sulla base del piano di classifica e dei costi effettivi; un’indagine tecnico giuridica sulla gestione contabile del consorzio dal 2019 ad oggi e revoca degli incarichi dirigenziali del Consorzio ai sensi dell’art. 24 comma 4 della L.R. 45/2019; l’esclusivo utilizzo dei bandi già disponibili per gli investimenti programmati sulla rete idrica; la determinazione del “limite di sopportabilità economica della partecipazione contributiva dei proprietari consorziati” di cui alla L.R. 36/96 art. 13 comma 1; l’adozione immediata, da parte del Consorzio, della contabilità economica, centri di costo e catasto irriguo, reclamando dalla Regione l’abrogazione l’art. 3 della L.R. 55/2023; il pagamento, da parte della Regione e degli Enti beneficiari, del contributo idraulico, infrastrutturale, ambientale, viario e per le gestioni marginali finora sopportate dai consorziati.

Manifestazioni della medesima natura e per gli stessi motivi e scopi hanno avuto luogo in tutt’Abruzzo, anche nel capoluogo L’Aquila.

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