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Sulmona, cuore d’Abruzzo

Città trimillenaria situata nella Val Peligna, è nota a livello internazionale per aver dato i natali al poeta latino Ovidio e per la secolare tradizione nella produzione di confetti

di Davide De Vincentiis

Fondata sul finire del II millennio a.C., Sulmona fu un prospero centro del popolo italico dei Peligni. Le prime notizie certe riguardo la città sono riportate da Livio, il quale riferisce che la città peligna chiuse le porte ad Annibale nella Seconda guerra punica. Gli storici tornarono a parlare di Sulmo in occasione della sua distruzione ad opera di Silla nell’81 a.C., in quanto si era schierata con Mario nella guerra civile. Qualche decennio dopo, i sulmonesi videro in Cesare il successore dello zio Mario e il condottiero formò ben tre legioni con volontari locali. Nel 43 a.C. ivi nacque il futuro poeta Ovidio, che ricordò la sua città negli Amores e nei Tristia, opere che insieme alle Metamorfosi lo portarono ad essere tra i massimi esponenti della letteratura latina di età augustea. Dopo un periodo di splendore nel II secolo, la città iniziò a decadere, come tutto l’Impero, nel secolo successivo. Proprio in questo periodo iniziò a diffondersi il Cristianesimo: le prime notizie di una Diocesi di Sulmona risalgono però al V secolo. Le cronache altomedioevali riportano che tra IX e X secolo la città e la Val Peligna subirono razzie da parte di Saraceni prima e Ungari poi. Dopo il Mille Sulmona era l’unica località dell’entroterra abruzzese ad essere protetto da una cerchia di mura e, verso la fine del secolo, si ristrutturò in forme romaniche l’antica Cattedrale di San Panfilo. Dalla metà del XII secolo Sulmona sperimentò un importante sviluppo demografico che obbligò a costruire abitati fuori le mura. Federico II concesse numerosi privilegi, grazie ai quali la città visse un periodo di splendore, e che saranno eliminati qualche decennio dopo dagli Angioini. In età moderna la città venne elevata a Principato da Carlo V d’Asburgo, che l’affidò ai De Lannoy, che poi la cedettero ai Borghese. La città dovette fare i conti con tre terremoti in quattro secoli: se quelli del 1349 e del 1456 danneggiarono pesantemente l’abitato medioevale, quello del 1706 fu di gran lunga il più funesto, uccidendo un quarto della popolazione. Tra le vicende del Novecento, la costruzione del Teatro comunale nel ‘33, il bombardamento statunitense nel 1943 che causò un centinaio morti e un migliaio di feriti e la privazione di alcune istituzioni che ne contribuivano al benessere, come il distretto militare. Da ciò scaturirono i moti di protesta Jamm’mo, che raggiunsero il picco nel 1957.

Tra le architetture religiose della città, si segnalano: la Cattedrale di San Panfilo, a tre navate con portale gotico, absidi romaniche ed un interno barocco, che contiene la Cripta, un Crocifisso ligneo del XIV secolo e la raffigurazione della Madonna col bambino.

La chiesa della Santissima Annunziata, costruita in stile barocco, è monumento nazionale dal 1902. Il campanile, con i suoi 65 metri, è il più alto d’Abruzzo.

A 5 chilometri dalla città vi è l’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, costruita tra XIII e XVIII secolo in stile gotico e barocco. Voluta dal futuro Celestino V, ha dimensioni considerevoli e comprende una chiesa settecentesca ed un monastero. Dal 1902 è monumento nazionale.

Sulmona conta innumerevoli architetture civili di grande significato storico e architettonico, come il Palazzo Sardi, il Palazzo Capograssi, il Palazzo Anelli e il Palazzo dell’Annunziata, dove si trova una statua quattrocentesca di Ovidio, l’Archivio di Stato e il Museo civico, diviso in una parte archeologica e una medioevale.

Da citare inoltre il Museo dell’arte e della tecnologia confettiera, il quale si trova all’interno dello stabilimento Pelino e che espone tutti i macchinari per la produzione dal XIX secolo ad oggi. La visita è gratuita.

Tra gli eventi, particolarmente rilevante è la giostra cavalleresca: nata nel Rinascimento, si tenne fino alla prima metà del ‘600. Ripristinata nel 1995, si svolge nell’ultimo fine settimana di luglio in piazza Garibaldi e vi partecipano i 4 sestieri e i 3 borghi del centro storico. I cavalieri inizialmente si scontrano in 14 duelli, al termine dei quali i primi quattro si sfidano in due semifinali e poi in finale.

La Settimana Santa di Sulmona è, dal canto suo, una delle più apprezzate d’Italia. Risalente probabilmente al Medioevo, è organizzata dall’arciconfraternita della Trinità e dalla confraternita di Santa Maria di Loreto. Nel pomeriggio del Venerdì Santo si tiene la processione dei lauretani, i quali portano i simulacri del Cristo morto e della Madonna che scappa dalla chiesa di Santa Maria della Tomba fino a Piazza Garibaldi; la sera stessa è organizzata dai trinitari la “Grande processione”, che copre tutto il centro storico, e nella quale sfilano la statua del Cristo morto, sulla quale sono posati 33 garofani rossi, e la statua dell’Addolorata, vestita completamente di nero in segno di lutto.

Nel giorno di Pasqua la Madonna che Scappa esce dalla chiesa di San Filippo Neri (dove è stata trasportata il giorno prima), e insieme a San Pietro e San Giovanni Battista, giunge davanti all’acquedotto medioevale, dove c’è il Cristo risorto. A tal punto, il manto nero e il fazzoletto cadono e la Vergine è ora vestita da un abito verde con inserti dorati, quindi va incontro al Figlio Risorto. Se ciò si svolge in maniera ottimale, la tradizione vuole che l’anno sarà propizio, viceversa ci saranno sventure. Emblematiche sono, in tal caso, le cadute del 1914 e del 1940, viste come presagi delle guerre mondiali.

 

Info:

www.visit-sulmona.it

Fonti e bibliografia:

Italia da scoprire – Viaggio nei centri minori, Touring Club Italiano

Storia d’Italia – Dai Gracchi a Nerone, Indro Montanelli, Fabbri Editori

https://it.wikipedia.org/wiki/Sulmona

Foto tratta dall'archivio di Buono&Bello

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