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Le allergie alimentari e il microbiota

Circa 3 milioni di persone in Italia e 17 milioni in Europa soffrono di allergie alimentari

A cura di Pietro Campanaro

Il dato è preoccupante, circa 3 milioni di persone in Italia e 17 milioni in Europa soffrono di allergie alimentari con una maggiore incidenza nei bambini e le previsioni per il futuro non sono affatto rassicuranti perchè nei prossimi decenni assisteremo ad una una ulteriore crescita del fenomeno delle allergie ad uno o più alimenti. Ovviamente le cause che scatenano le allergie alimentari possono essere diverse e tra queste la qualità dei cibi, l'utilizzo di alimenti troppo raffinati, manipolati e conservati, l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e della terra ma da recenti studi sta emergendo uno scenario tutto nuovo nel quale la presenza o meno di alcuni batteri nel nostro intestino potrebbe essere la causa o il fattore scatenante di diverse allergie alimentari. Da alcuni decenni infatti si sta studiando più attentamente il microbiota (quella che in precedenza era definita la flora batterica intestinale) ovvero l'insieme dei microrganismi simbiotici (prevalentemente batteri) presenti per la maggior parte nell'intestino dell'uomo ma anche in ambienti come cavità nasali, bocca, pelle e apparato genitale. Allo stato attuale il microbiota viene considerato un vero e proprio organo con un peso complessivo di circa 1,5-2kg composto da circa 2.000 specie diverse di batteri che hanno un metabolismo molto attivo capace di produrre sostanze, regolare la funzionalità intestinale, influenzare le risposte del sistema immunitario ma soprattutto condizionare in positivo o negativo lo stato di salute dell'organismo. Il microbiota comincia a svilupparsi nei primi momenti di vita subito dopo il parto attraverso il contatto con le mucose della madre e l'allattamento, già dopo qualche minuto l'intestino del neonato è colonizzato da centinaia di batteri che condizioneranno il suo sistema immunitario e lo stato di salute fin da subito e per tutta la vita, diversi studi hanno dimostrato che nel parto cesareo si riduce il contatto del neonato con il microbiota fornito dalla madre per cui il suo organismo verrà “colonizzato” da altri batteri meno utili alla salute e più stressanti per il sistema immunitario che nella crescita lo predisporranno ad asma, allergie e tra queste anche quelle alimentari, maggior frequenza di infezioni, ecc. Altri studi hanno messo in evidenza che i bambini cresciuti all'aria aperta o in campagna hanno una minore incidenza di allergie alimentari e generali rispetto a quelli cresciuti in città perchè vengono più a contatto con batteri utili alle difese immunitarie rispetto ad ambienti più sterili e in essi vi sarrebbe una differenza importante di alcune specie batteriche a livello del microbiota. Ovviamente anche le terapie antibiotiche frequenti nei bambini che si ammalano di più hanno un peso sulle alterazioni del microbiota per non parlare degli stili di vita e di alimentazione.

Quello dell'interazione tra allergie alimentari e microbiota è un campo molto complesso dove c'è ancora tanto da scoprire ma alcune “conquiste” sono già state effettuate, per esempio per chi soffre di intolleranza o allergia borderline al glutine l'utilizzo del Bifidobacterium Longum ES1, che scinde la gliadina e riduce le infiammazioni della mucosa intestinale, è sicuramente un aiuto importante come è già possibile l'integrazione con il Lactobacillus acidophilus W22 e il Bifidobacterium lactis W51 che sono ottimi produttori di β-galattosidasi, un enzima che scinde il lattosio scarsamente prodotto da chi soffre di allergia al lattosio. Anche nell'allergia al nichel il microbiota svolge un ruolo fondamentale, la presenza dei batteri “giusti” insieme alla vitamina C, al ferro e alle fibre riduce l'assorbimento del nichel e ne favorisce l'eliminazione con le feci. Ben si capisce che per tenere vivo e attivo il microbiota l'alimentazione ha un ruolo fondamentale ed in particolare è indiscusso quello delle fibre che fanno da “terreno fertile” per lo sviluppo di batteri positivi insieme alle vitamine ed ai minerali contenute in verdura e frutta ed ai grassi polinsaturi  presenti nel pesce, nell'olio di oliva e nei semi.

I miei riferimenti: Dr. Pietro Campanaro

Medico-Chirurgo Nutrizionista, Specialista in Scienze dell’Alimentazione, Fitoterapeuta

info: 333.6898724; Blog http://nutraceuticafitomedicina.wordpress.com/; gruppo su Facebook: Nutraceutica e Fitomedicina; Twitter: @nutraceuticafit; canale Youtube: Pietro Campanaro

 
 
 
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