Instagram Facebook Youtube #abruzzoimpresa
AccediAccedi

Alla scoperta dell’Abruzzo: Amiternum

Situata ai piedi del Gran Sasso, vi è l’antichissima città sabina che visse un periodo di splendore nell’età repubblicana. Oggi è un importante sito archeologico

di Davide De Vincentiis

Splendidissima civitas”: questo è quello che si legge in un’epigrafe rinvenuta ad Amiternum, ai piedi dell’attuale colle San Vittorino, otto chilometri e mezzo a nord-ovest dal capoluogo L’Aquila. Fondata dal popolo italico dei Sabini, è menzionata dal politico romano Marco Porcio Catone “il Censore” nella sua opera “Origines”, dall’erudito Marco Terenzio Varrone nel “De lingua Latina”, dal greco Dionigi di Alicarnasso in “Antichità Romane” e addirittura dal sommo poeta latino Virgilio nell’“Eneide”, solo per citarne i principali. Menzioni da parte di così illustri letterati, ovviamente, non sono casuali: dopo aver vinto una guerra al tempo di Romolo contro gli Aborigeni italici, infatti, la città espugnò le città di Lista e Cutiliae, estendendo il proprio controllo fino all’attuale comune di Castel Sant’Angelo, in provincia di Rieti. Mantenne il controllo sull’alta valle dell’Aterno fino al VI secolo a.C. Nel 290 a.C. Amiternum venne conquistata dai Romani al termine della Terza guerra sannitica; inizialmente civitas sine suffragio, 22 anni anni dopo divenne civitas optimo iure, potendo dunque partecipare alla vita politica della Res Publica. Sotto Roma, l’Amiternum originaria venne ricostruita per dar vita ad un centro più a valle. Tra III e II secolo a.C., la città giunse a contare decine di migliaia di abitanti, spopolandosi però dopo la guerra sociale tra Roma e socii, ossia gli alleati italici (combattuta prevalentemente su suolo abruzzese con centinaia di migliaia di morti da una parte e dall’altra) e dalle guerre civili nel I secolo a.C, ossia quelle tra Mario e Silla, Cesare e Pompeo e tra Antonio e Ottaviano. La città, sempre stata un ponte tra Mar Tirreno e Mare Adriatico, era un nodo stradale non trascurabile: vi passava la Via Caecilia, che andava da Roma ad Hatria e da essa partivano la Via Claudia Nova e due diramazioni della Via Salaria (da Roma a Castrum Truentinum, tra Porto d’Ascoli e Martinsicuro). Per questa centralità negli scambi, erano originari del luogo molti facoltosi equites e senatori; le famiglie degli Attii, dei Salii e dei Vinii raggiunsero alti gradi dell’amministrazione statale. A questa borghesia agraria apparteneva anche l’amiternino più famoso di tutti, Gaio Sallustio Crispo, storico latino del I secolo a.C., autore delle monografie “Bellum Iugurthinum” e “De coniuratione Catilinae”. L’inesorabile declino della città iniziò con le guerre gotiche del IV-VI secolo, quando la popolazione si spostò sul colle di San Vittorino, più facilmente difendibile. Venne definitivamente abbandonata dopo la fondazione della vicina città de L’Aquila nel XIII secolo. Inoltre, dal I all’XI secolo fu sede dell’omonima Diocesi insieme alle località di Forcona (attuale Bagno, anch’essa frazione de L’Aquila) e Pettino (altra frazione del capoluogo) e tra i vescovi si segnalano San Vittorino e San Cetteo, patrono di Pescara. Dopo la soppressione della diocesi, la città entrò a far parte della Diocesi di Rieti.

Urbanisticamente parlando, la città era stata costruita seguendo un piano ortogonale ed aveva un Foro, un teatro di età augustea, un anfiteatro di età leggermente successiva, due acquedotti e un edificio termale. Il teatro, dal 1902 Monumento nazionale, aveva una capienza di circa 2000 persone ed era situato nell’Altare di Saturno, presso il Foro. Fu abbandonato dopo il IV secolo e fu adibito a necropoli (poco distante dalla scena) e riportato alla luce con gli scavi del 1878 e restaurato tra gli anni Sessanta e Settanta dello scorso secolo. Il maestoso anfiteatro, parimenti elevato a Monumento nazionale nel 1902, poteva ospitare fino a 6000 persone. Le arcate che sorreggevano le gradinate sono quasi del tutto scomparse, ma sono ancora visibili il corridoio esterno e il colonnato. Restaurato nel II° secolo, fu abbandonato dopo la decadenza della città ed è stato riportato alla luce durante gli scavi del XIX secolo. In età medioevale, l’abitato si trasferì sul colle di San Vittorino (in ogni caso già popolato): qui sorge la chiesa di San Michele Arcangelo, che ha una storia complessa. Nacque sopra la tomba di San Vittorino, vescovo della città martirizzato dai Romani, poi rinnovata nel XII secolo seguendo lo stile romanico ed infine, nel XVI secolo venne dedicata a San Michele Arcangelo. La chiesa è a croce latina e ha una sola navata: particolarmente interessante sono i bassorilievi di Pietro Amabile, risalenti al XII secolo e raffiguranti il martirio di San Vittorino: il vescovo prega mentre subisce il martirio per opera dei soldati romani e viene accolto in Paradiso da San Pietro. Per diversi giorni viene tenuto sulle acque sulfuree e tutt’oggi protegge coloro che hanno il mal di testa.

 

Info:

il sito è aperto dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 14, mentre è chiuso la domenica, il 1° gennaio, il 1° maggio e il 25 dicembre. L’ingresso è libero.

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Amiternum

Penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Dionysius_of_Halicarnassus/home.html

 

Continua a leggere in Nonsoloimpresa...

Una grigliata in salute

Attenzione alle cotture violente, tra cui quelle alla piastra o sul carbone, se utilizzate...

Continua a leggere...

Città Sant’Angelo, tra mare e monti

Città bimillenaria tra le colline pescaresi, nel 2018 Forbes l’ha classificata sesta tra i...

Continua a leggere...

A Pescara Vecchia una serata fusion dai sapori sorpredenti

Il ristorante Casa Flaiano e il bartender Tommaso Mauro, hanno organizzato una cena nella quale i...

Continua a leggere...
ABRUZZO IMPRESA è il portale online che racconta quotidianamente il mondo dell'imprenditoria abruzzese. Questa testata giornalistica nasce nel 2006 in versione cartacea con lo scopo di raccontare attraverso interviste e approfondimenti l'economia abruzzese. Il vero grande valore aggiunto di questa nuova scelta editoriale è la Web Tv di ABRUZZO IMPRESA che permette ad imprenditori e manager di esporre le loro storie. I canali Facebook, Instagram e Linkedin sono lo strumento di espansione del sito ufficiale che vede nell'ipertestualità una importante via di sviluppo.
Fabio De Vincentiis
Editore
Eleonora Lopes
Direttore Responsabile
Gianluigi Tiberi
Coordinatore web-tv
La Redazione