Instagram Facebook Youtube #abruzzoimpresa
AccediAccedi

Presentata la stagione della Società del Teatro e della Musica "Luigi Barbara" di Pescara

Gli otto spettacoli della sessantesima stagione della storica realtà pescarese si svolgeranno al Teatro "Circus" tra il prossimo ottobre e il marzo 2027. Debutto alla direzione artistica per l'affermato regista teatrale Raffaele De Ritis. Il presidente Fumo: "Traguardo prestigioso, guardiamo con fiducia al futuro. Porteremo alle prossime generazioni la magia del teatro". I biglietti sono già disponibili sul sito Internet della società

a cura della redazione

Otto spettacoli, da ottobre a marzo, per la sessantesima Stagione di Prosa della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara”, presieduta da Lucio Fumo, che celebra sessant’anni di attività e apre un nuovo capitolo della propria storia teatrale.


La stagione 2026-27 sarà la prima affidata alla cura artistica di Raffaele De Ritis, regista, autore e studioso dello spettacolo dalla lunga esperienza internazionale (già ideatore a Pescara di Funambolika). Una programmazione che conserva il richiamo dei grandi interpreti, ma porta in primo piano anche la qualità e l’attualità delle scritture, il lavoro dei registi, il prestigio delle produzioni e una naturale apertura internazionale.

"Una stagione non è soltanto una successione di titoli e di grandi nomi – spiega De Ritis – ma un modo di mettere in relazione scritture, interpreti, registi e pubblico. Mi interessa provare a spostare lo sguardo: osservare ciò che crediamo di conoscere da un’altra posizione, affidare un classico a una sensibilità contemporanea, mettere al centro un personaggio rimasto ai margini, scoprire un’altra verità dietro una convenzione o una memoria".

Una linea che attraversa autori e culture diverse – Tom Stoppard, Oscar Wilde, Eduardo Scarpetta, Dario Fo e Franca Rame, Marguerite Yourcenar, Martin McDonagh – e li mette in relazione con alcuni dei protagonisti più popolari della scena italiana, ma anche con registi e realtà produttive appartenenti a differenti generazioni e tendenze del nostro teatro.

Ad aprire la stagione, il 13 e 14 ottobre, sarà Massimo Lopez con il nuovo Massimo Lopez Show, scritto con Alessandro Lopez, e la Jazz Company diretta dal maestro Gabriele Comeglio. Una festa inaugurale fra teatro e musica che rinnova anche la tradizionale apertura della stagione di prosa a linguaggi ibridi e forme di spettacolo diverse. Lopez recupera la grande tradizione internazionale dello show musicale e del variety, attraversando l’eleganza dello swing americano – da Sinatra a Cole Porter e Gershwin – con le molte identità artistiche di una carriera tra le più versatili dello spettacolo italiano.

Il 27 e 28 ottobre arriverà "Rosencrantz e Guildenstern sono morti" di Tom Stoppard, con Francesco Pannofino, Francesco Acquaroli e Paolo Sassanelli, per la regia di Alberto Rizzi. A meno di un anno dalla scomparsa di Stoppard, si renderà omaggio a uno dei maggiori drammaturghi del Novecento attraverso il testo che ne decretò il successo internazionale. Uno dei più celebri cambi di prospettiva del teatro contemporaneo: due figure secondarie dell’Amleto sono i protagonisti, osservando Shakespeare quasi dal backstage. Il nuovo allestimento mette in relazione lo humour inglese con la tradizione della Commedia dell’Arte, affidandone il gioco filosofico e comico a tre interpreti molto amati dal pubblico.

Il 24 e 25 novembre, Gianfelice Imparato sarà protagonista de "Il medico dei pazzi" di Eduardo Scarpetta, nella rilettura di Leo Muscato, fra i registi più interessanti della scena italiana contemporanea. Muscato conserva la precisione della celebre macchina farsesca di Scarpetta, ma sposta l’azione dal 1908 agli inizi degli anni Ottanta, poco dopo la Legge Basaglia. L’equivoco fra albergo e manicomio acquista così un nuovo punto di osservazione sul confine, non sempre così semplice, fra normalità e follia.

Il 9 e 10 dicembre sarà la volta de "L’importanza di chiamarsi Ernesto" di Oscar Wilde, con Lucia Poli, Giorgio Lupano, Maria Alberta Navello e Luigi Tabita, per la regia di Geppy Gleijeses. Un grande classico internazionale torna con una delle signore della scena italiana, Lucia Poli. La “commedia perfetta” di Wilde resta un gioco irresistibile di equivoci, nomi e identità, ma anche una lente deformante puntata sulle convenzioni e sulle ipocrisie sociali.

Dopo la pausa natalizia, il 26 e 27 gennaio 2027, Lodo Guenzi sarà protagonista di "Morte accidentale di un anarchico" di Dario Fo e Franca Rame, per la regia di Giorgio Gallione. Uno dei testi italiani più rappresentati nel mondo incontra lo sguardo di un regista che ha fatto della contaminazione fra linguaggi una delle caratteristiche del proprio lavoro. Una macchina teatrale nata più di mezzo secolo fa che continua a interrogare il rapporto fra verità, linguaggio e potere.

Il 16 e 17 febbraio, Lina Sastri firma messa in scena, regia e interpretazione di "Maria Maddalena o della Salvezza", da Fuochi di Marguerite Yourcenar. Una delle maggiori interpreti italiane incontra la scrittura della grande autrice per restituire a Maria Maddalena una dimensione passionale e umana. Due musicisti dal vivo accompagnano un lavoro nel quale letteratura, voce e musica si sovrappongono.

Il 9 e 10 marzo arriva "La Reginetta di Leenane" di Martin McDonagh, con Ambra Angiolini, Ivana Monti, Stefano Annoni ed Edoardo Rivoira, per la regia di Raphael Tobia Vogel. McDonagh, drammaturgo e cineasta irlandese fra gli autori contemporanei più affermati, costruisce attorno allo scontro fra una madre e una figlia un thriller psicologico attraversato da humour nero, crudeltà e solitudine. Il testo, affermatosi rapidamente sui grandi palcoscenici internazionali fino al successo di Broadway, impedisce allo spettatore di distribuire comodamente i ruoli: nessuna delle due donne è soltanto vittima o soltanto carnefice.

"L’internazionalità appartiene naturalmente al mio modo di intendere il teatro – sottolinea De Ritis – anche come possibilità di mettere Pescara in relazione con ciò che accade fuori dai nostri confini. Stoppard, Wilde, Yourcenar, McDonagh, così come Fo, che è uno degli autori italiani più rappresentati nel mondo, appartengono a storie e culture differenti. E persino una serata a come quella di Massimo Lopez porta con sé la grande tradizione internazionale dello swing e dello show musicale. Mi interessa un teatro che sappia attraversare i confini, anche quelli fra i generi".

A chiudere la sessantesima Stagione di Prosa, il 23 e 24 marzo, sarà Umberto Orsini con Prima del Temporale, nato da un’idea dello stesso Orsini e di Massimo Popolizio, che ne firma la regia. Uno degli spettacoli di maggior rilievo della recente stagione italiana porta sulla scena settant’anni della vita artistica e privata di Orsini: nell’attesa di entrare in scena per recitare Temporale di Strindberg, un camerino si popola di suoni, presenze, incontri, passioni e fantasmi del passato. Memoria personale, storia del teatro e storia dell’Italia finiscono per sovrapporsi in un allestimento di grande respiro scenico.

La coincidenza assume un significato particolare per una Società che celebra sessant’anni di attività: la memoria di una lunga vita teatrale guarda alla propria storia per continuare a trasformarla.

"Viviamo in un tempo - conclude De Ritis - che tende spesso a semplificare le identità e irrigidire le posizioni. Il teatro può permettersi il contrario: complicare lo sguardo, cambiare punto di vista, lasciare aperta qualche domanda. Dopo sessant’anni di storia, mi sembra un buon modo per continuare a guardare avanti".

Tutti gli spettacoli della Stagione di Prosa 2026/27 si terranno al Teatro Circus di Pescara, con una recita serale alle ore 21 e una replica pomeridiana alle ore 17. I biglietti per i singoli spettacoli saranno in vendita dal primo ottobre 2026 presso la sede della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara” e online nei punti vendita TicketOne.
Programma completo, informazioni e materiali per la stampa sono disponibili sul sito della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara” nella pagina https://socteatromusica.it/press-area-2026-2027/.

Il presidente dell'ormai storica realtà teatrale Lucio Fumo ha così commentato i sei decenni di attività della stessa: "Sessanta anni sono tre generazioni. Eppure, riavvolgendo il nastro della memoria, questa storia scorre veloce, fotogramma dopo fotogramma che fissa un momento preciso e irripetibile, con i grandi che non ci sono più e le giovani promesse divenute grandi a loro volta. Una storia esaltante, che nasce da una formidabile quanto casuale congiunzione favorevole, per una sincronia di buona volontà, pionierismo, voglia di fare, di portare il mondo a casa invece che di inseguirlo lontano. Perché la passione a volte trasforma i sogni in realtà e la realtà in un sogno.

"Sono trascorsi sessanta anni dalla prima volta - ha ricordato Fumo -, da quel sipario che si alzava a Pescara e non in una città del grande circuito, nella provincia che ambiva a diventare protagonista e non voleva più essere la sorellina minore. Cominciò tutto in simultanea e all’insaputa vicendevole: un gruppo di amici era appassionato di musica, e soprattutto del jazz, un altro del teatro. Ambedue dovevano andare fuori provincia, per vedere e per sentire; ambedue dovevano organizzare auto e trasferte; ambedue dovevano seguire i giornali e i canali degli esperti per intercettare dove c’erano gli eventi-clou che non potevano e non volevano perdersi. Una scelta obbligata, quella del piccolo esilio temporaneo: a Pescara mancava un auditorium concepito per ospitare concerti e dal 1963, anno in cui venne sciaguratamente abbattuto il Pomponi per una speculazione edilizia neppure andata a buon fine, non c’era più neppure un teatro pubblico, facendo così della città dannunziana l’unico capoluogo di provincia in Italia che ne era privo. Quei due gruppi, dopo l’avventurosa partenza in simultanea, trovarono immediatamente un punto di convergenza e un’alleanza culturale e di energie per creare qualcosa che mancava. E di cui tutti avvertivano la mancanza. Nacque così la Società del teatro e della musica che in seguito sarebbe stata intitolata alla memoria dell’avvocato Luigi Barbara, che al palcoscenico aveva dedicato tempo, risorse e sentimento."

"Il centenario della creazione di Pescara provincia è anticipato di pochi mesi sul calendario da un altro anno zero - ha evidenziato -, la creazione di un humus culturale che avrebbe dato frutti copiosi e colmato di lì a poco una lacuna della città giovane risorta in maniera sorprendente dai disastri della guerra, quella che Mario Pomilio ha felicemente definito “della fuga in avanti” e che è stata anche un suo alibi per lasciarsi qualche incompiuta dietro alla vocazione del mare, del commercio arrembante, degli scintillii delle vetrine alla moda, della borghesia felice e dello snodo strategico. L’intuizione del 1963, con la strepitosa esibizione di Gato Barbieri, aveva fatto germinare nel 1966 un’associazione concertistica, il Circolo Amici della Musica, che di lì a poco portò in riva all’Adriatico Oscar Peterson, Coleman Hawkins e una superstar come Duke Ellington. Eravamo davvero amici, io, Vittorio Centola, Aldo Franceschini e poi Giuseppe Ricci, Aligi D’Epifanio, e a noi se ne unirono tanti, come non potevamo forse neppure immaginare. Persone straordinarie quali Luigi Barbara, Candeloro Candelori, Mario De Vincentiis, Diego De Sisto, Gino Marchegiani, Edoardo Tiboni. Il primo presidente fu Ennio Flaiano, che portava alla sua città un bagaglio di esperienze e una rete relazionale di primissimo piano. La prima stagione di prosa vide schierati Salvo Randone, Gianni Santuccio, Giulio Bosetti, Giulia Lazzarini, Lia Zoppelli, Adriana Asti, Paolo Panelli e Bice Valori, Laura Adani, Virginio Gazzolo; per la musica Igor Ojstrach, Nikita Magalov, Dora Musumeci, Mario Gangi, Stephan Grappelli, Romano Mussolini."

"Eravamo la prima società in Italia che affiancava il jazz al classico - ha sottolineato con orgoglio Fumo -, e non fu affatto facile questo accostamento in cartellone, che i puristi guardavano con diffidenza mentre Pescara faceva invece da apripista a un nuovo modo di concepire la cultura musicale. Bill Evans nel 1969 tenne a battesimo Pescara Jazz mentre l’uomo posava il piede sulla luna, e col festival internazionale la rivoluzione fu completa. Dopo tre anni le radici erano salde, il pubblico numeroso, il richiamo forte e l’autorevolezza acquisita. Se oggi possiamo affermare che a Pescara si sono esibiti tutti, ma davvero tutti i mostri sacri e quelli che lo sarebbero diventati, non è peccato di presunzione. Locandine, cartelloni e numeri stanno a testimoniare il fluire di stagioni esaltanti, alcune delle quali inarrivabili, altre ancora costellate di intrigante aneddotica, ma tutte con appuntamenti straordinari."

"A guardare indietro a questi decenni - ha concluso il presidente - in cui il mondo è cambiato, è cambiata la cultura e sono ovviamente cambiate le persone, viene da pensare se tutto questo sarebbe stato possibile in una città che non ha le caratteristiche di Pescara, affamata di novità, proiettata nel futuro, pronta a percepire e a recepire. Le sfide del presente vengono da un mondo divenuto improvvisamente più piccolo, più collegato e molto più veloce. E anche più onnipresente e invasivo, che crea e sbriciola mode, per proporne altre che cambiano con un clic su una tastiera. Anche la musica e il teatro cambiano pelle e abito, ma in questa continua metamorfosi non può fare a meno di portare sul palcoscenico la magia senza tempo dell’arte dei suoni e quella di far vivere una storia, in cui lo spettatore è pienamente coinvolto nella sua apparente immobilità. Con lo stesso entusiasmo di noi giovani degli Anni ’60 che vivevamo il rito collettivo dello spettacolo, una sinfonia di emozioni che andavano cercate lì dove quel rito veniva celebrato. Lo cercammo, lo trovammo e lo trapiantammo felicemente a Pescara, dove da sessanta anni ha scritto una storia nella storia della città. E continuerà per le nuove generazioni."

Continua a leggere in Eventi & Convegni...

La logistica è una leva di competitività per le aziende: le imprese chiamate al confronto

Al centro del dibattito organizzato da Silvi Trasporti, il caro carburanti, i servizi integrati e...

Continua a leggere...

Le Donne del Vino valorizzano il territorio: a Roccamorice il 17 ottobre arriva “Sentieri DiVini”

Escursionismo culturale, memoria storica e valorizzazione delle produzioni enologiche abruzzesi:...

Continua a leggere...

Torna “D’AMORE E D’ABRUZZO” con protagonisti Paride Vitale e Davide Nanni

La trasmissione che mette al centro le bellezze dell'Abruzzo, andrà in onda su Food Network...

Continua a leggere...
ABRUZZO IMPRESA è il portale online che racconta quotidianamente il mondo dell'imprenditoria abruzzese. Questa testata giornalistica nasce nel 2006 in versione cartacea con lo scopo di raccontare attraverso interviste e approfondimenti l'economia abruzzese. Il vero grande valore aggiunto di questa nuova scelta editoriale è la Web Tv di ABRUZZO IMPRESA che permette ad imprenditori e manager di esporre le loro storie. I canali Facebook, Instagram e Linkedin sono lo strumento di espansione del sito ufficiale che vede nell'ipertestualità una importante via di sviluppo.
Fabio De Vincentiis
Editore
Eleonora Lopes
Direttore Responsabile
Gianluigi Tiberi
Coordinatore web-tv
La Redazione