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Per capire la scienza basta una pinta!

PINT OF SCIENCE, il festival di divulgazione scientifica che porta i migliori ricercatori nei pub arriva anche all'Aquila. 14, 15 e 16 maggio le tre serate in cui si è spillato scienza!

Laura Tinari

Chi ha detto che la scienza si faccia soltanto in “noiosi” e bui laboratori o istituti? Da qualche anno nel mondo non è più così! Quest’anno in 21 nazioni, 5 continenti, 20 città italiane, 66 pub del nostro Paese con 300 speaker da tutto il mondo la scienza è entrata (oggi ultimo giorno) nei luoghi a noi più familiari per essere bevuta come o insieme ad una PINT OF SCIENCE. È infatti questo il titolo dell’iniziativa internazionale di divulgazione scientifica, nata nel 2013 nel Regno Unito, e che quest’anno per la prima volta ha coinvolto anche L’Aquila e tre locali rinsediatisi nel centro storico cittadino. In una delle 6 città italiane in cui già da anni viene realizzata l’iniziativa internazionale SHARPER, si cementa così ancora di più il legame tra la conoscenza scientifica e un pubblico sempre più vasto, della serie la scienza è per tutti!

Dai castelli del circondario aquilano alle onde gravitazionali, dalle nuove tecnologie del 5G alle bufale scientifiche, dalle strategie di convivenza con l’orso bruno alla prevenzione del rischio sismico, dai social network al cohousing, il tutto davanti ad una o più birre. Tre i locali aquilani che per tre serate hanno ospitato le conferenze su tre aree tematiche: Atoms to Galaxies da Home Sweet Home, Our Society da Fratelli – il Bacaro e Planet Earth al Caffè Garibaldi. Conditio sine qua non per ospitare questi incontri: avere nella propria offerta una birra artigianale.

La scelta di puntare sull’artigianalità del prodotto, e dunque sul suo essere una produzione locale, è stata sottolineata da un evento in particolare nella prima giornata di lunedì scorso 14 maggio, quando l’ospite d’eccezione Neil Reid, noto come the Beer Professor, docente dell’Università di Toledo (Ohio - Stati Uniti), ha spiegato come una birra artigianale possa giungere al successo. Un titolo quello di “the Beer Professor”, ben meritato poiché Reid ha visitato oltre 150 birrifici artigianali in tutto il mondo, cercando in essi proprio le ragioni del successo planetario di questa famosa bevanda. «In Italia – ha detto - la tendenza di questo fenomeno è in crescita. Ci sono almeno 700 birrifici artigianali, un trend incoraggiato da una cultura di base che per molti è quella dello “slow food” e della degustazione di qualità anche in questo campo. Una dinamica piuttosto forte in un Paese tradizionalmente associato al consumo del vino». Si tratta di produzioni che spesso partono dal basso, da produzioni individuali, realizzate in scantinati o piccoli stabilimenti improvvisati e locali pubblici riadattati all’uso fino a diventare nel tempo vere e proprie attività aziendali.

La scelta dell’Aquila dunque non è casuale. Il capoluogo abruzzese oltre infatti ad essere sede di “tanta” conoscenza scientifica dovuta ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), al Gran Sasso Science Institute e a facoltà universitarie come Matematica, Scienze, Informatica e Ingegneria è anche un territorio in cui negli anni sono nati diversi birrifici artigianali, e di successo, come i due di Fossa l’Anonima Brasseria Aquilana, meglio noto come Ambra, e Alkibia e, poco più lontano, Mezzopasso a Popoli.

Realtà più o meno piccole sorte dalla passione per il prodotto, ma cresciute nel tempo e a cui eventi come PINT OF SCIENCE danno nuovi slanci e nuove opportunità.

Così con un linguaggio semplice ma mai banale sono stati raccontati scienza, innovazione e futuro, tra progetti concreti e desideri e poi, diciamocelo, la birra ha aiutato scienziati e ricercatori, docenti e studenti donando loro una facilità in più nell’esposizione e il pubblico nell’apprendimento!

L’organizzazione di PINT OF SCIENCE è partita dal basso, da appassionati di scienza che hanno coinvolto le istituzioni in cui lavorano, come Chiara Badia, coordinatrice dell’evento all,’Aquila e Carmelo Evoli del GSSI e Massimo Prosperococco dell’Università dell’Aquila.

«Dopo tanti anni, finalmente siamo riusciti a inserire la nostra città all’interno della rete internazionale di Pint of Science – afferma Badia –. Per l’occasione abbiamo messo insieme ricercatori, dottorandi, professori e giovani studenti, provenienti da varie realtà scientifiche aquilane, che insieme faranno squadra per l’organizzazione nei tre giorni dell’evento».

                              

A sponsorizzare e supportare l’evento a livello nazionale sono state le più grandi comunità scientifiche, quali INFN, INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e Istituto Pasteur Italia (Fondazione Cenci Bolognetti).

Inoltre a L'Aquila a garantire la riuscita dell’iniziativa sono stati l’Università degli Studi dell'Aquila, il Gran Sasso Science Institute e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso INFN.

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