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Con “Officina L’Aquila” torna la panoramica sulla ricostruzione

L’Aquila e il suo processo di ricostruzione post sisma 2009 al microscopio, guardando al decennale del prossimo anno

a cura della redazione

Centinaia di visitatori per “Cantieri aperti” e uno sguardo oltre l'Abruzzo: questo è stato il fulcro dell'edizione autunnale di “Officina L'Aquila – incontri internazionali di restauro e rigenerazione urbana”, promossa e organizzata da Carsa srl, in collaborazione con ANCE Abruzzo, insieme ad ANCE L’Aquila, ANCE Chieti, ANCE Pescara, ANCE Teramo. Nel nono anno in cui la rassegna ha raccontato il post-sisma 2009 lo sguardo si è allargato al cratere del Centro Italia e all'Europa.

“Una proiezione al futuro quella dell'edizione di ottobre di Officina, che si allarga al nuovo cratere sismico - ha commentato il coordinatore generale della rassegna, Roberto Di Vincenzo -. All'Aquila si ritrovano tutte le tecnologie innovative di ricostruzione, un concentrato di conoscenze che necessita di diventare patrimonio comune e universale. Il decennale deve diventare un momento di consolidamento di tutte queste conoscenze”.

In questa seconda edizione 2018, anche una parte intitolata “Officina L’Aquila incontra la Commissione europea”, un momento in cui affrontare le migliori pratiche di restauro e ricostruzione realizzate all’Aquila e il tema del riciclo delle macerie, che fanno dell’Aquila una best practice apprezzata in Italia e in Europa.

La Commissione europea, in missione ufficiale con l’ufficio Settore costruzioni (DG GROW, Unit C1, Construction Sector) ha scelto proprio Officina quale interlocutore privilegiato per confrontarsi con le realtà territoriali, interloquendo con le istituzioni che governano i processi di ricostruzione dell’Aquila e del Centro Italia (Ufficio speciale per la ricostruzione e Università dell'Aquila) e presentando un protocollo innovativo europeo per la gestione delle macerie (“Levels”). A prendere la parola sono stati Fulvia Raffaelli, Commissione europea DG GROW head of unit C1, Construction sector; Antonio Paparella, Commissione europea DG GROW senior expert: coordination and implementation of the Construction 2020 strategy. Raffaelli ha spiegato che “anche la gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione è parte della 'bioeconomy'. L'Unione europea ha elaborato delle linee guida e dei protocolli in materia di gestione dei rifiuti, come la Piattaforma degli attori europei dell’economia circolare. La cosiddetta 'bioeconomy' tende a fornire un equilibrio a lungo termine di miglioramenti sociali ambientali ed economici, offrendo occupazione e crescita a partire dal riuso delle risorse”. Paparella ha invece sottolineato che “dietro la raccolta e il riciclo dei rifiuti da terremoto c’è un Protocollo definito per la valorizzazione delle macerie e degli scarti da demolizione”, ribadendo l'importanza del pubblico in questo settore.

Uno sguardo, quello di “Officina L'Aquila”, che si allarga anche alla ricostruzione del Centro Italia, con la partecipazione dell'Ufficio speciale per la ricostruzione delle Marche, con Massimo Sbriscia, dirigente macerie per le Marche.

Il dirigente dell'Usra Giovanni Lucarelli ha spiegato che “nel 2017 l'Ufficio speciale per la ricostruzione ha aderito al meccanismo del Sistri, avviato dal ministero dell'Ambiente, spostandosi su una frontiera tecnologia più avanzata. L'attività dell'Usra come regolatore ha ricadute sulla 'smartness' della città, che si dota di organizzazioni e istituzioni capaci di attuare le misure che ammodernano alcuni processi, come quelli nel tracciamento dei rifiuti e della georeferenziazione delle attività”. Con lui il coordinatore dell'Area tecnica dell'Usra, Sergio Sulpizii, ha sottolineato che il sistema della gestione delle macerie, gestito dall'Ufficio Speciale, “fu pensato come sistema che si aggiornasse in tempo reale grazie al coinvolgimento delle imprese, che devono inserire i dati al momento. Un sistema che consente di analizzare e monitorare i materiali anche oggi che siamo usciti dall'emergenza” agganciando all'iter della ricostruzione.

Poi il caso del recupero del palazzo dell’Emiciclo, eccellenza della ricostruzione pubblica, ha visto l’intervento delle imprese che hanno realizzato il recupero e dei tecnici: Walter Rosa, Enrico Ricci, Rolando Mancinelli, Lucio Zazzara, Giacomo Di Marco, Riccardo Vetturini.

Grande affluenza anche per “Cantieri aperti”, con la partecipazione di circa 700 tra studenti, tecnici, cittadini, giornalisti e donne e uomini delle istituzioni. Anche un Educational tour alla scoperta del centro storico ricostruito, al quale hanno partecipato giornalisti della stampa internazionale (Spagna, Usa, Francia, Serbia, Venezuela, Cile, Australia, Gran Bretagna, Russia, Italia) e locale, e gli esperti della Commissione europea presenti. La visita nei cantieri è stata resa possibile in sicurezza grazie ai tecnici Ente scuola edile e Cpt della provincia dell'Aquila che hanno accompagnato gli ospiti alla scoperta della chiesa di San Pietro a Coppito (Scimia arte e costruzioni srl); chiesa di San Silvestro (segretariato MiBAC); palazzo Manieri (Vittorini costruzioni); teatro comunale (segretariato MiBAC).

Teatro, sport, università, scienza e cultura sono le mille facce della ricostruzione dell'Aquila e del suo territorio, perché il terremoto non ha distrutto soltanto case e chiese, ma anche il suo tessuto sociale. L'Aquila e gli aquilani lo sanno bene, perché vivono costantemente le conseguenze concrete del terremoto. Ma per il resto d'Italia e del mondo non è facile entrare nelle dinamiche complesse della ricostruzione, soprattutto in una fase in cui il cratere 2009 è uscito dagli interessi della stampa e dalle priorità anche della politica nazionale. Un focus concentrato sulla capacità di resilienza delle comunità colpite dal sisma, che oltre a doversi rimettere in piedi, stanno ridisegnando l'identità e il futuro della città.

“Il racconto della ricostruzione: la città della conoscenza”, ha visto al centro il ruolo propositivo del mondo universitario e scolastico e delle associazioni nel processo di ricostruzione della comunità aquilana. Se L’Aquila guarda al futuro con rinnovata speranza un grande merito va al mondo dell’istruzione e della ricerca che hanno contribuito, in modo determinante, alla rigenerazione della città. Sono intervenuti Roberto Aloisio, professore associato GSSI; Carlo Cambi, giornalista; Mario Centofanti, professore onorario, Università degli studi dell’Aquila; Alba Formicola, Laboratori nazionali del Gran Sasso; Paola Inverardi, rettrice dell’Università degli studi dell’Aquila.

Nella sessione dedicata al confronto tra alcune tra le tante realtà associative aquilane, che militano nello sport, nel terzo settore, nella cultura dal titolo “Il racconto della ricostruzione: l'universo delle associazioni”, hanno preso la parola Annalisa De Simone, alla presidenza del Teatro stabile d'Abruzzo, Roberto Marotta, presidente dell'Accademia di Belle arti dell'Aquila, Roberto Nardecchia, presidente dell'associazione Scuola minibasket dell'Aquila, Alfredo Titani dello “Special olympic games” dell'Aquila, Mario Di Gregorio, tra gli organizzatori della “Gran Fondo città dell'Aquila”, Francesca Aielli, Rugby experience school L'Aquila, Federico Vittorini, L'Aquila film festival, Veronica Santi, tra le organizzatrici di “Off site art”, Igor Antonelli, Live your mountain”.

Un bilancio positivo quello dell'edizione autunnale di “Officina L'Aquila” per il coordinatore generale Roberto Di Vincenzo, ma ora bisogna lavorare per il futuro: “Con questa edizione 'Officina' ha avviato la narrazione della città che sta nascendo, con una nuova vitalità data dal sistema associativo in tutti i suoi settori, che è riuscita a mantenere viva l'anima sociale della città. La Commissione europea, rimasta sorpresa di quanto si sta facendo in questa città, sta riflettendo sull'ipotesi di organizzare un'iniziativa con Carsa per il decennale del terremoto a Bruxelles e lavorerà per massimizzare la conoscenza di questo processo di ricostruzione, unico nel suo genere”.

 

 

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