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Il Rettore di Teramo racconta la sua Università post Covid

A tu per tu con il prof. Dino Mastrocola che fa un excursus sull’Ateneo teramano che lui definisce “a filiera corta”. Formazione, territorio e sostenibilità sono i punti di forza della didattica dell’Università degli Studi di Teramo

di Eleonora Lopes

Siamo andati a trovare nel suo ufficio Dino Mastrocola, professore Ordinario di Operazioni unitarie e processi della tecnologia alimentare, già preside della facoltà di Agraria di Teramo, dal 2018 guida con passione ed entusiasmo l’Università degli Studi di Teramo. Gentile e disponibile, il Magnifico Rettore ci ha accolti per una lunga chiacchierata sulle attività del nuovo anno accademico 2020-2021 che appare non privo di difficoltà ma anche ricco di novità formative.

Rettore è preoccupato per la fase post Covid che l’Ateneo si appresta a vivere?

«Stiamo vivendo un momento critico per il sistema economico nazionale e quindi anche per quello Universitario. Sono realista ma anche fiducioso. E’ chiaro che a livello nazionale si ipotizza un calo delle iscrizioni ma sono fermamente convinto che è nei momenti di crisi che bisogna investire e in particolare nella formazione ed è quello che stiamo facendo. Il mio motto è “Non basta essere, bisogna esserci”. Con gli studenti c’è e ci deve essere sempre un rapporto diretto, loro sanno che “la porta del Rettore è sempre aperta” e vengono spesso da me per affrontare e cercare di risolvere insieme i vari problemi che si possono generare durante il percorso universitario. Anche con la comunità e con il territorio teramano ho voluto dai primi giorni del mio rettorato impostare un rapporto diretto e di pieno coinvolgimento».

Quali sono gli strumenti che avete messo in campo per agevolare le iscrizioni e gli studenti in difficoltà per il nuovo anno accademico?

«Le iscrizioni riapriranno nella seconda metà di luglio e sarà allargata la “No Tax Area” fino a 20.000 euro di ISEE, ci sarà inoltre una riduzione delle tasse universitarie per ISEE compreso tra i 20.000 e i 30.000 euro. Sarà poi istituito un “fondo di solidarietà” destinato dall'Ateneo, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, a interventi di sostegno a favore di studenti che versano in situazioni di disagio, anche solo temporanee. E’ stata inoltre avviata una convenzione con un importante Istituto bancario per prestiti d’onore per studenti, restituibili in 30 anni. Questi prestiti non richiedo garanzie patrimoniali e per il loro ottenimento in rate annuali è richiesto un regolare percorso di studi e il conseguimento della laurea. Rafforzeremo inoltre le esenzioni per merito come, ad esempio, la sospensione delle tasse del primo anno per chi si diploma con almeno 95/100. In definitiva gli studenti meritevoli o con redditi medio/bassi se si iscrivono all’Università degli Studi di Teramo non pagano le tasse universitarie e possono ricevere prestiti agevolati con la sola garanzia del percorso di studi».

Lei ha definito questo Ateneo “a filiera corta”, attento alla formazione e molto vicino alla comunità e al territorio…

«Sì mi piace definire così questo Ateneo in quanto ad UniTE è sempre possibile un rapporto diretto tra gli studenti e i vertici dell’Ateneo e questo rapporto c’è ovviamente anche con il personale TAB (tecnico, amministrativo, bibliotecario) e i docenti. Ovviamente la formazione di qualità dei discenti è la nostra mission principale ma questa passa attraverso una elevata qualità della ricerca e, come accennavo in precedenza, senza mai trascurare il rapporto diretto con gli studenti e con il territorio in cui viviamo rafforzando quella che attualmente viene definita “terza missione dell’università”. I numeri di UniTE relativi all’anno accademico 2019/20 sono i seguenti: 1850 matricole, 6700 studenti (di cui circa il 50% proveniente dall’Abruzzo), 220 docenti e 200 unità di personale TAB. Anche durante il lockdown io ho ritenuto necessario essere quotidianamente presente in Ateneo per affrontare tutte le problematiche in tempo reale. Il contatto diretto e la formazione in aula rappresenta la vera essenza delle università tradizionali: tutto ciò è ovviamente mancato sia ai docenti che agli studenti, ma all’inizio dell’emergenza, in soli 10 giorni, siamo riusciti ad attivare la didattica a distanza (lezioni, esami e discussione delle tesi) e i ragazzi non hanno perso né tempo né possibilità di acquisire “Crediti Formativi”. Attraverso il servizio Open Unite l'Università è stata vicino agli studenti con incontri on line personalizzati, video dei corsi di laurea, dirette Facebook e Instagram e numerosi webinar su tutte le aree della nostra offerta formativa».

 

Quando ripartirete con le lezioni e con quali regole?

«La ripartenza è prevista per il 5 ottobre con queste regole: controllo della temperatura in ingresso, distanziamento in aula e mascherina obbligatoria, saremo noi a fornirle, le abbiamo fatte realizzare da un’azienda locale con il nostro logo, sono lavabili ed ecologiche. Ogni giorno verrà effettuata la sanificazione, che come immagina comporta costi importanti. Dall’8 giugno è stata riaperta la nostra biblioteca, dal 4 maggio i nostri laboratori sempre con il rispetto delle norme relative all’emergenza Covid. Gli esami scritti si potranno tenere in presenza dal 15 luglio e per tutti i laureati on line durante la quarantena sarà organizzata in settembre una cerimonia per la consegna delle pergamene, e nel nuovo anno speriamo di poter organizzare una festa di “liberazione dal virus” per tutti gli studenti e i laureati del 2020 nel centro di Teramo sempre nell’ottica del coinvolgimento della città e del territorio teramano».

Quali sono le novità formative di questo anno accademico?

«L’offerta formativa del nostro Ateneo si articola su 5 Facoltà storiche: Giurisprudenza, Scienze politiche, Scienze della comunicazione, Medicina veterinaria, Bioscienze e tecnologie agro-alimentari e ambientali (già Agraria). Il nostro obiettivo è quello di rafforzare ulteriormente questi settori di eccellenza, unici nel panorama universitario regionale e che offrono ottime possibilità di inserimento nel mondo del lavoro, come attestato dai dati nazionali di Alma Laurea. Vogliamo caratterizzare sempre di più il nostro indirizzo formativo sulla sostenibilità ambientale, in particolare per le facoltà scientifiche e su diritto, economia, strategie per il settore turistico, management sportivo e comunicazione di impresa per le altre facoltà. Nell’anno accademico corrente abbiamo fatto partire i corsi magistrali di: Diritto, economia e strategia d'impresa, interclasse tra economia e servizi giuridici; Media arte e culture e Scienze delle produzioni animali sostenibili. Nell’anno accademico 2020/21 partiranno i corsi di: Scienze e culture gastronomiche per la sostenibilità (triennale); Biotecnologie avanzate (magistrale) e Comunicazione per la gestione delle organizzazioni (magistrale). Ci sarà inoltre una novità assoluta, unica nel panorama nazionale, un doppio titolo internazionale in Food science and technology con la Chulalongkorn University di Bangkok. Saranno inoltre rafforzate le convenzioni didattiche con Enti, Ordini, Associazioni anche nell’ottica di favorire il “long life learning”».

In merito alla formazione post laurea?

«Tra i master e corsi di perfezionamento attivati più di recente ricordiamo: Diritto d'impresa e professioni economico contabili; Diritto e management dei servizi sanitari e sociosanitari; Diritto dell'energia e dell'ambiente; Diritto ed economia del mare; Etica della differenza e politiche di genere; Gastronomia funzionale; Lingua dei Segni Italiana (LIS) e Cultura Sorda; Mediazione familiare e dei conflitti e di giustizia riparativa e mediazione penale; Professione docente. Normativa, didattica per competenze, ambienti di apprendimento, valutazione; Riabilitazione veterinaria; Wine Business».

 

Tra le novità, ci diceva, anche il Corso di Laurea in Scienze e culture gastronomiche per la sostenibilità…

«Nel panorama regionale mancava un corso di laurea che offrisse un’alta formazione in uno dei settori di maggiore eccellenza e prospettive pei i nostri territori: l’enogastronomia. L’obiettivo del corso è quello di formare professionisti in grado di appropriarsi della cultura del cibo a 360 gradi, dalla produzione di materie prime con particolare attenzione alle filiere corte, alle tecnologie di preparazione e cottura del cibo, agli aspetti nutrizionali, economico/gestionali, dalla storia, agli aspetti antropologici e alle tradizioni locali, dalla comunicazione al turismo ecosostenibile, al marketing territoriale e alle implicazioni artistiche, il tutto in un’ottica di sostenibilità ambientale».

In bocca al lupo a lei Rettore e a tutti gli studenti!

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