La scomparsa di Emidio Pepe lascia un vuoto profondo nel panorama dell'enologia italiana e internazionale. Considerato uno dei padri della viticoltura di qualità in Abruzzo, Pepe ha contribuito a trasformare l'immagine del vino regionale, dimostrando che il Montepulciano d'Abruzzo e il Trebbiano d'Abruzzo potevano competere con le più grandi produzioni del mondo. A ricordarne la figura è Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo, che ne sottolinea il ruolo decisivo nella crescita del comparto vitivinicolo regionale.
Fondata nel 1964 a Torano Nuovo, nel Teramano, l'azienda Emidio Pepe è diventata negli anni un punto di riferimento dell'enologia mondiale. La cantina ha costruito la propria reputazione sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni, sulla conduzione artigianale del vigneto e della vinificazione e su una filosofia improntata al rispetto della terra e dei suoi ritmi naturali. Le sue etichette sono oggi presenti sulle tavole dei più importanti ristoranti internazionali e nelle carte dei vini dei principali mercati esteri, contribuendo in modo significativo alla notorietà del marchio Abruzzo nel mondo.
Negli ultimi anni il fondatore aveva affidato il testimone alla famiglia, che continua a guidare l'azienda mantenendone intatti i valori. Accanto alla moglie Rosa, le figlie Daniela e Sofia Pepe (la terza figlia Stefania ha aperto la sua azienda di vino), insieme alle nuove generazioni rappresentate dalle nipoti Chiara ed Elisa, hanno proseguito il percorso tracciato da Emidio, coniugando tradizione, innovazione e una forte attenzione alla sostenibilità, nel segno della continuità familiare che ha sempre contraddistinto la cantina.
Nel suo messaggio di cordoglio, Nicodemi definisce Pepe «uno dei più grandi interpreti della viticoltura italiana» e un autentico pioniere, capace di credere nelle potenzialità dell'Abruzzo quando ancora pochi scommettevano sui suoi vini. Una visione perseguita con determinazione, senza inseguire le mode, che ha contribuito ad affermare il prestigio internazionale delle produzioni abruzzesi e ad aprire la strada a numerose aziende del territorio.
Il presidente del Consorzio ricorda anche il lato più umano del vignaiolo, evocando il ricordo di un compleanno trascorso insieme alla famiglia e alla moglie Rosa, «quando l'uomo, il padre e il marito superavano anche il grande vignaiolo». Un'immagine che restituisce la dimensione personale di un imprenditore rimasto sempre profondamente legato alla propria terra e ai propri affetti.
A nome del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo, Nicodemi ha infine espresso vicinanza alla famiglia Pepe, che prosegue il lavoro avviato dal fondatore oltre sessant'anni fa. «Il modo migliore per ricordare Emidio – afferma – sarà continuare a difendere quei valori di autenticità, rispetto della terra e coerenza che hanno guidato tutta la sua vita e che rappresentano una delle eredità più preziose lasciate al vino abruzzese».
Da tutta la redazione di Abruzzo Impresa, un caro abbraccio alle donne della famiglia Pepe.
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