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“Tutto in una notte”, il nuovo libro di Adua Villa

La famosa sommelier di origini abruzzesi ha scritto un instantbook in compagnia dell'intelligenza artificiale

di Eleonora Lopes

Si intitola “Tutto in una notte” l’instantbook scritto da Adua Villa in compagnia dell'intelligenza artificiale. Adua si è fatta trasportare dalla fantasia e in base ai risultati ha iniziato a immaginare incontri, storie, curiosità… e l’ha fatto in compagnia di un nuovo strumento, l’intelligenza artificiale appunto.

Giornalista, scrittrice, narratrice digitale, sommelier, enogastronoma e imprenditrice, Adua Villa è nata in Venezuela da genitori abruzzesi che poi sono rientrati ad Avezzano dove lei tutt’oggi torna spessissimo. Frizzante, divertente ed eclettica, è considerata una delle narratrici più interessanti del vino in Italia. 

La presentazione del libro si è svolta a Pescara lo scorso dicembre presso Officine Complicato Home, in un evento organizzato dall’associazione Le Donne del Vino. Adua ci ha raccontato com’è nata l’idea di questo libro.

 

Come è nata l’idea di questo tuo nuovo libro?

“Ho sempre adottato un approccio pop e accessibile nel comunicare il mondo del vino, illustrandone la storia, la cultura e le tendenze. Il mio obiettivo è sempre stato quello di suscitare interesse nel consumatore e fascino negli appassionati. Il vino spesso si presenta in una bottiglia chiusa e di vetro scuro, con dei nomi e denominazioni a volte poco conosciuti. Questo mi spinge a ricercare e adottare tecniche narrative che avvicinino sempre di più le persone a questo eccezionale prodotto, tesoro della nostra eredità culturale. Questo percorso mi ha condotta all'intelligenza artificiale, grazie a una serata con un amico ingegnere appassionato di tecnologia, in un freddo incontro di metà febbraio, che mi ha ispirato a dedicare "un'intera notte" all'esplorazione dell'AI”.

 

C’è tanto Abruzzo in questo libro…

“Non poteva non esserci. Sono abruzzese al 100%, anzi come mi piace dire: sono orgogliosamente abruzzese. Perché la cosa bella degli abruzzesi è che sono davvero orgogliosi di esserlo e chi come me vive fuori e dentro regione questo si accentua ancora di più. Il libro è stato un ulteriore mezzo per far scoprire l’Abruzzo, nei vini citati, nelle tradizioni, ed esplodendo nell’ultimo capitolo con un gioco fra l’uva Pecorino e l’AI, ma da buona abruzzese per saperlo vi dico: Te la da’ legge ;) “.

 

Qual è la risposta più simpatica che ti ha dato l’IA?

"Riporto qui un estratto del libro, un dialogo tra me e “Gesù se fosse un sommelier”:

«Ma se Gesù fosse un sommelier?»

Risposta di AI: «Pace a te, figlio mio. Come posso aiutarti nel trovare l'accordo perfetto tra cibo e vino per il tuo pasto?»

IO: «cavoli!»

AI: «Pensa ai profumi che emana il dolce cavolo, come il profumo dell'incenso sacro nell'aria. Ti suggerisco quindi uno Syrah per esaltare il suo sapore.»

IO: «Scusami, cavoli era un’esclamazione. Vorrei un vino da abbinare alla crostata di mirtilli.»

AI: «Come le bacche selvatiche crescono liberamente nella natura, così la crostata ai mirtilli è un dono della terra. Ti consiglio un Moscato d'Asti, come lo spirito del Signore, per accompagnare questa delizia divina.»

IO: «E se invece volessi bere un Chianti Classico Docg, cosa ci potrei abbinare?»

AI: «Come la fede salda nella Verità, così il Chianti Classico Docg è un vino che regala intensità e persistenza al palato. Ti consiglio di abbinarlo con un piatto di agnello in umido, come il Signore Gesù che dona la sua vita per noi.»

IO: «Buonanotte. Ma siamo sicuri che sia una BUONA NOTTE?»

 

Nel mondo del vino, a tuo avviso, quale ruolo ricoprirà l’IA?

“L'intelligenza artificiale sta emergendo come uno strumento rivoluzionario.

Utilizzando l’IA, possiamo ad esempio analizzare meglio le tendenze di consumo, personalizzare le esperienze enogastronomiche per i clienti, ottimizzare la produzione e la distribuzione, e persino scoprire abbinamenti cibo-vino finora inesplorati.

Nel mondo del vino come negli altri mercati sta offrendo innovazioni e soluzioni che trasformano ogni fase della filiera vitivinicola, dalla coltivazione delle uve alla personalizzazione dell'esperienza del consumatore. Per esempio nel monitoraggio e la gestione del Vigneto l’IA può essere impiegata per monitorare la salute delle viti, le condizioni del terreno e il microclima attraverso sensori e immagini satellitari. Questi dati consentono di ottimizzare l'irrigazione, l'applicazione di nutrienti e la protezione dalle malattie, aumentando la qualità delle uve e riducendo l'uso di risorse e prodotti chimici. Inoltre per le previsioni di raccolto, attraverso l'analisi di dati storici e attuali, l'IA può prevedere con maggiore precisione le rese di raccolto, aiutando i viticoltori a pianificare meglio le risorse e a gestire le scorte. Tutto ciò, anziché sostituire il contatto umano, può arricchirlo, fornendo ai produttori, ai sommelier e agli appassionati strumenti più sofisticati per esprimere la loro passione e il loro talento.

Inoltre, l’IA può aiutare a preservare e trasmettere il patrimonio enogastronomico, digitalizzando ricette antiche, tecniche di vinificazione e storie di produttori che altrimenti potrebbero andare perdute. Questo approccio tecnologico può fungere da ponte tra passato, presente e futuro, garantendo che il sapere culturale non solo sopravviva ma prosperi nell’era moderna.

In conclusione, l'IA sta già svolgendo un ruolo trasformativo nel mondo del vino, e il suo potenziale per innovazioni future è vasto. Le tecnologie basate sull’IA non solo migliorano l'efficienza e la sostenibilità della produzione di vino, ma offrono anche nuove modalità per coinvolgere e soddisfare i consumatori”.

 

Non hai timore chi si possa perdere il contatto umano con il vino?

“Bhe, qui si apre un discorso estremamente complesso e delicato. Voglio fare un passo indietro per poterne fare 10, 100, 1000 in avanti.

Molto spesso si pensa che i posti di lavoro siano quelli che riusciamo a vedere. Facciamo un’analisi ad oggi e crediamo che quella sia la dimensione dell’occupazione lavorativa. Ma non calcoliamo che a differenza della realtà, nel mondo del lavoro possono aprirsi altre dimensioni lavorative che rivoluzionano lo scenario.

Con l’avvento della stampa si pensava che ci sarebbe stata molta povertà perché gli amanuensi sarebbero rimasti senza lavoro. In realtà, la stampa ha democratizzato l’accesso alla conoscenza, ha moltiplicato i libri disponibili, ha creato nuove professioni e ha ampliato orizzonti culturali ed economici in modo inimmaginabile. Allo stesso modo, l’introduzione dell’IA nel mondo del vino e del cibo non deve essere vista come una minaccia al contatto umano, ma come un’opportunità per arricchire e ampliare la nostra comprensione e apprezzamento di questi mondi.

La storia dell’uomo è costellata di innovazioni che hanno spostato l’orizzonte delle possibilità. In ogni epoca, l’emergere di nuove tecnologie ha sollevato preoccupazioni, ma ha anche aperto la strada a sviluppi culturali ed economici che hanno arricchito la società nel suo complesso. L’integrazione dell’IA nel mondo del vino e del cibo non è una minaccia, ma un invito a esplorare nuove dimensioni dell’esperienza umana, arricchendo il nostro rapporto con questi elementi fondamentali della nostra cultura.

L’IA non sostituirà il contatto umano con il vino e il cibo; al contrario, potenzierà e arricchirà la nostra capacità di apprezzarli, di condividerli e di celebrarli. È uno strumento che, se utilizzato con saggezza, può aiutarci a fare quei 10, 100, 1000 passi in avanti nella perpetua evoluzione del legame tra l'uomo, la natura e la cultura”.

 

Grazie Adua!

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