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Parte dall’Abruzzo la rivoluzione del mondo Telepass

Gabriele Benedetto, pescarese, CEO della società del gruppo Atlantia, annuncia tutte le novità di Telepass Pay

di Marcella Pace

Un segnale acustico e la sbarra del casello si alza. Senza file, né rallentamenti. Quella stessa fluidità con cui Telepass, negli anni ‘90 ha rivoluzionato il mondo delle autostrade italiane, l’ha trovata Gabriele Benedetto, che da consulente aziendale è diventato amministratore delegato della società del Gruppo Atlantia che offre servizi di pagamento elettronico per la mobilità urbana ed extraurbana e che a oggi conta, 6,2 milioni di clienti in Italia e in Europa, di cui oltre 400.000 mezzi pesanti equipaggiati con dispositivi italiani e 140.000 che dispongono del servizio di pagamento del pedaggio all’estero. Classe 1982, Gabriele Benedetto, pescarese di origine, milanese di adozione è diventato CEO di Telepass esattamente due anni fa.

Dopo aver frequentato le scuole a Pescara e aver conseguito la Laurea alla Bocconi di Milano, prima in Economia Aziendale e poi in Amministrazione, Finanza e Controllo, Gabriele diventa consulente del mondo delle Banche e delle Assicurazioni per Value Partners. «Sono stato per 12 anni in questo settore - racconta l’AD Telepass, raggiunto al telefono mentre va in Aeroporto per volare per New York – occupandomi di strategie e ristrutturazioni aziendali. Tra i clienti che trattavamo c’era Telepass per la quale mi sono trovato a stilare un piano industriale. Una volta completata la redazione del piano, mi hanno proposto di entrare in azienda, affidandomene la direzione e il ruolo di amministratore delegato». A soli 34 anni, nel maggio 2016, dopo esperienze professionali che lo portano tra l’Europa dell’Est e l’Asia, Gabriele Benedetto, che è sposato con Cristina e ha un bimbo di 4 anni, Gregorio, prende il timone del mondo Telepass, con l’obiettivo di mettere in pratica ciò che aveva messo su carta.

«Per oltre 20 anni, Telepass è stata una utility al servizio delle Autostrade - spiega Gabriele - . Oggi collega 11 milioni di conti correnti. Senza nemmeno accorgersene questo strumento, utilizzato esclusivamente per pagare parcheggi e autostrade, era divenuto il più grande circuito di micropagamenti esistente. Ad un certo punto ne abbiamo compreso le sue potenzialità illimitate».

E’ così che nasce Telepass Pay, la nuova frontiera di Telepass, una vera e propria moneta elettronica per il mondo della mobilità. Un’operazione che abbatte i confini, sotto ogni punto di vista e che arriva appena dopo l’introduzione del Telepass europeo anche per le auto che si va ad affiancare quello già esistente per i camion, attivo da oltre un anno in sette Paesi: Francia, Spagna, Portogallo, Italia, Belgio, Polonia e Austria. Una operazione che sta ringiovanendo il cliente tipo Telepass. «Questa società ha una grande componente di clienti fidelizzati. Oltre il 10% sono nel mondo Telepass da oltre 20 anni. Quando sono arrivato in azienda, il cliente tipo aveva sicuramente più di 45 anni. Oggi con l’estensione dei servizi Telepass Pay, il bacino si è allargato ai 35 anni».

«L’obiettivo - annuncia Benedetto - è quello di vendere un’esperienza di servizio, eliminando tempi morti e elementi di fastidio per l’utente e intercettando tutti i bisogni di mobilità dei nostri clienti. Ad esempio con Telepass Pay è già possibile pagare il servizio Taxi, oppure il rifornimento della benzina fatto in autostrada utilizzando il dispositivo Telepass e sulla rete ordinaria attraverso l’App. Presto vogliamo estenderci al pagamento del bollo auto e ancora al servizio di car sharing. Pensando a lungo termine, che per me significa entro la fine dell’anno - puntualizza l’AD – vogliamo aprirci al mondo delle assicurazioni. Voglio fare un esempio: Telepass oggi copre il pagamento dei parcheggi degli aeroporti. La nostra idea è quella di comunicare con il cliente attraverso la App, chiedendo informazioni circa il suo viaggio e offrendogli una copertura assicurativa ad hoc. O ancora, sono pochi gli automobilisti che sottoscrivono una Kasko, un’assicurazione troppo onerosa. Ecco, noi intendiamo offrire all’utente che entra nelle autostrade, una Kasko specifica per il suo viaggio, con una piccola aggiunta al pedaggio. In sostanza vogliamo intercettare i tanti piccoli bisogni del cliente proponendo coperture specifiche, sfruttando la grande praticità del modello di pagamento invisibile Telepass, senza tessere, password o codici di sicurezza».

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