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Con la morte di Giovanni Bosco, l’Abruzzo perde un pezzo di storia del vino

Pilastro delle Cantine Bosco di Nocciano e padre di Nestore e Stefania che oggi sono alla guida dell’azienda fondata nel 1897

a cura di Eleonora Lopes

Il mondo del vino dice addio a Giovanni Bosco. L’imprenditore pescarese è scomparso all’età di 85 anni lo scorso 9 novembre dopo una lunga malattia. Insieme ai figli Nestore e Stefania guidava le Cantine Bosco di Nocciano.

Nel 2011 furono loro i protagonisti della copertina di Abruzzo Impresa n.57.

Nato a Pescara nel 1933, Giovanni seguì fin da ragazzo le orme del padre Nestore aiutandolo a far conoscere il nome del Montepulciano d’Abruzzo in tutto il mondo e fu l'artefice della costruzione della splendida cantina sotterranea di Nocciano. Dei suoi viaggi in giro per l’Europa, le Americhe e l’Asia, ricordano i famigliari, riportava continui aneddoti che facevano sorridere i tanti commensali, parenti, amici e partner commerciali, che sedevano sempre alla sua tavola. Chi lo ha conosciuto personalmente lo ricorderà per la sua voce burbera e il suo cuore grande, per la sua intraprendenza e la sua instancabile voglia di convivialità.

“Oggi la città ha dato l’addio a un pescarese che con la sua passione è stato capace di diventare motore della nostra economia e promotore della nostra città e del territorio. Con Giovanni Bosco Pescara perde uno storico vignaiolo, un concittadino innamorato del suo territorio, un importante volano della nostra economia, ma soprattutto un imprenditore che è stato capace di mettere nelle sue produzioni la città, l’Abruzzo, i nostri colori per raccontarli in Italia e nel mondo. Ai figli Stefania e Nestore e a tutta la famiglia il cordoglio e la vicinanza dell’Amministrazione per questa perdita”. Queste le parole del sindaco Marco Alessandrini e del vicesindaco Antonio Blasioli.

Ma ripercorriamo la storia dell’attività imprenditoriale della famiglia Bosco. La prima cantina fu fondata nel 1897 dal giovane Giovanni Bosco sui "Colli Innamorati" nell'allora città di Castellamare Adriatica (che solo nel 1926 sarebbe divenuta Pescara). Con tenacia e tanta passione riuscì ad ottenere quel vino rosso, dagli intensi profumi e dal gusto vellutato che sarebbe stato conosciuto nel secolo seguente in tutto il mondo come il "Montepulciano d'Abruzzo". La storia continua con il Cavaliere Nestore Bosco e suo figlio Giovanni: si rinnovano i nomi e al contempo si rinnova la passione per la vite e per il vino.
A partire dal 1968, con il riconoscimento della D.O.C. Montepulciano d'Abruzzo, il vino Bosco diviene famoso in tutto il mondo grazie alla storica etichetta disegnata dallo stesso Nestore, etichetta che nel tempo, seppur rinnovata, continua ad identificare la qualità del Montepulciano d'Abruzzo Bosco, insignito nel corso degli anni di innumerevoli riconoscimenti.

La costanza nella qualità permette all'azienda di crescere e nei primi anni '80 Giovanni Bosco Jr., realizza nelle campagne di Nocciano, paese dell'entroterra pescarese, l'attuale, splendida Cantina, gioiello di architettura sotterranea, dove tra le grandi botti di rovere, piccole barrique e nicchie per le bottiglie perfettamente allineate, riposa e matura l'orgoglio dei Bosco: il Montepulciano d'Abruzzo.

Una tradizione, quella della Famiglia Bosco, che è destinata a continuare negli anni '90, quando entrano in campo le nuove generazioni, Nestore, come enologo, e Stefania, in amministrazione che con gli stessi nomi e con le stesso vivido entusiasmo e passione, continuano a mantenere alto il nome Bosco in campo nazionale ma soprattutto internazionale.
Un’azienda ripercorrendo le sue tappe, la tra le più storiche in Abruzzo, oggi giunta alla quinta generazione. Il figlio di Nestore Giovanni infatti, sta iniziando a compiere i primi passi in cantina seguendo gli insegnamenti che gli ha trasmesso il nonno.

Da parte di tutta la redazione di Abruzzo Impresa, un caloroso abbraccio a Nestore e Stefania.

 

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