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Alessio Sarra, storia di un consulente immobiliare creativo

Dalle scritte sulle strisce pedonali alle finestrelle per gli Umarell: intervista ad Alessio Sarra, ideatore delle campagne, tra Pescara e Montesilvano, che hanno avuto un grande successo

A cura della redazione

Sua l’idea di realizzare, nei cantieri di Pescara, delle finestrelle dedicate agli “umarell”, i pensionati che, con le braccia dietro la schiena, amano osservare e monitorare l’avanzamento dei lavori. Suo il progetto #AttraVersi, nell’ambito del quale sulle strisce pedonali di Montesilvano sono apparse frasi ottimistiche e motivanti. Quella stessa creatività la applica quotidianamente al suo lavoro principale, con il risultato che i suoi annunci immobiliari e le comunicazioni istituzionali hanno, da sempre, un taglio innovativo e particolare. Lui è Alessio Sarra, affermato consulente immobiliare pescarese, da 17 anni specializzato nel residenziale dell’usato e del nuovo, forte di collaborazioni con le più grandi aziende costruttrici del territorio. Non a caso le recensioni sui suoi profili Google e Facebook, parlano da sole: a fare da protagonista non è solo il concetto di professionalità, ma anche e soprattutto quelli di innovazione, creatività e sensibilità.

Sarra, quale collegamento c’è tra il suo lavoro di consulente immobiliare e iniziative come le finestrelle degli Umarell o #attraversi e, soprattutto, qual è il ritorno?

“È una domanda che in tanti mi rivolgono. Per me sono iniziative di marketing territoriale ben pensate, che hanno un risvolto sociale in primis. D’altronde le cose di cui più si parla non sono le uniche che faccio. Ad esempio, sono coinvolto nella scelta e nella donazione di un’opera d’arte per piazza Largo Venezuela, a Montesilvano, dopo essere stato in prima linea nella costituzione di un comitato. Un’iniziativa che ha appunto un risvolto sociale, ma che è evidentemente legata al mio lavoro, in quanto si tratta di un territorio in cui ho molti clienti per via della collaborazione pluriennale con il gruppo D’Andrea&D’Andrea.

Iniziative come gli Umarell o #Attraversi per me rappresentano una grande soddisfazione. Sono opere che invitano il passante all’interazione e generano un’emozione. Le finestrelle sono tutt’ora visitatissime e permettono al curioso (non solo al pensionato) di vedere i lavori del cantiere in sicurezza, mentre gli attraversamenti sono esplosi sui social perché chiunque li ha immortalati. Entrambe le iniziative sono rimbalzate sui tutti i media nazionali, generando per i comuni ospitanti, per le opere e per me una visibilità importante.

L’iniziativa degli Umarell mi ha permesso di lanciare tre cantieri senza fare pubblicità istituzionali. Quelle sono venute dopo, quando tutti sapevano già dove le installazioni erano collocate. Le foto dei cantieri e le loro indicazioni stradali sono comparse su tutti i giornali, sulle radio e sui web magazine locali, nazionali e internazionali (Cina, Inghilterra e Sud America). Gli utenti social, grazie alla simpatia dell’icona del pensionato con le braccia dietro la schiena, continuano a contattarmi o a segnalarmi cloni della mia idea sparsi in tutta Italia.

L’iniziativa #attraversi non è sicuramente una novità perché sulle strisce pedonali è stato fatto tantissimo, Lo è il modo in cui l’ho comunicata e gestita. Per me è un tributo al territorio e sicuramente l’apprezzamento ricevuto mi riempie di orgoglio.

Entrambe le operazioni hanno lavorato parallelamente come marketing territoriale per i comuni di Pescara e Montesilvano, che sono finiti sulle testate nazionali. Le polemiche di #attraversi fanno parte dell’operazione, erano previste e prevedibili e grazie ad esse l’iniziativa ha avuto linfa. Si è generato un dibattito e sul web ne è scaturito un continuo confronto tra cittadini. Spero non vengano rimosse perché l’iniziativa prevede, nel secondo step, il coinvolgimento dei cittadini nella scelta di alcune frasi, comprese le scolaresche.

Queste iniziative permettono a me e alla mia professione di presentarmi per quello che sono: sono solo professionale e attento al cliente, ma soprattutto creativo e innovativo”.

 

Il suo sito aziendale e le sue pagine social sono qualcosa di profondamente diverso da tutto ciò a cui si è abituati nel settore immobiliare. Come mai?

“Il campo immobiliare è un argomento di grande interesse, che coinvolge più o meno tutti. Anche chi non deve comprare o vendere casa ama parlarne e informarsi. Prima dell’avvento degli chef stellati era l’argomento principe di qualsiasi tavolata. Purtroppo, però, è un campo ricco di pressapochismo, soprattutto nel modo di comunicare gli immobili. Quando ho iniziato questo mestiere sono rimasto di stucco quando ho visto come venivano trattati a livello pubblicitario i beni. Case dal valore enorme con spot da incubo o, spesso, cantieri dati in pasto a venditori senza né arte né parte. In molti casi è assente perfino la più basilare comunicazione, cioè quella che ti permette di avere informazioni necessarie ed esplicative già dal web, figuriamoci la comunicazione e il marketing tesi ad invogliare all’acquisto oppure la costruzione di una campagna comunicativa innovativa sulla nascita di un cantiere. Non bisogna dimenticare che un appartamento, seppur economico rispetto agli altri, ha un valore di un paio di fuoriserie o di una decina di viaggi di nozze stellari, eppure nessun venditore si preoccupa di come venga presentato. Spesso gli annunci delle scarpe usate su Vinted sono più curati a livello fotografico ed hanno descrizioni più dettagliate e con meno errori grammaticali. Nessuno si preoccupa di leggere le recensioni che i clienti lasciano al professionista al quale si stanno affidando. Per una semplice cena o per una vacanza, invece, si studiano per ore le recensioni di ristoranti e hotel, eppure i valori sono infinitamente inferiori. È evidente quanto vengano sottovalutati sia l’importanza di affidarsi al professionista giusto sia i danni derivanti da un consulente non esperto o poco serio”.

Dunque, le capacità di comunicazione e di marketing fanno la differenza quando un utente deve affidare un immobile o un cantiere?

“Indubbiamente è così. Da sempre. L’acquisto di casa è solo in piccola parte razionale. Per la maggior parte degli aspetti è emozionale, per cui se al giusto prezzo e alle giuste finiture abbini una eccellente comunicazione risulti vincente”.

Dalle più importanti testate giornalistiche del web, della carta stampata e della tv alle trasmissioni radiofoniche, da Striscia la Notizia ai maggiori influencer dell’arte e della moda, in questi anni le sue operazioni hanno fatto parlare di sé e dell’Abruzzo. Ha in mente altre campagne del calibro di quelle già promosse?

“Ovviamente si. Intanto #attraversi, come accennato prima, avrà una sua evoluzione ben delineata, con il coinvolgimento dei cittadini e degli studenti per la scelta di nuove frasi. Al momento sono concentrato sul mio lavoro e sui miei clienti, ma tra qualche mese uscirà qualcosa di molto divertente e virale”.

Ci anticipa qualcosa?

“Si parlerà di ombre…”.

Tornando al suo lavoro, qual è al momento la situazione del mercato immobiliare pescarese?

“Il mercato è in una fase che si potrebbe definire “isterica”. In alcune zone, come quelle più centrali, c’è una fortissima domanda, ma una scarsissima offerta. Ciò significa che ci sono molti acquirenti e pochi immobili, soprattutto per quanto riguarda l’usato. Sul nuovo si stanno muovendo tanti imprenditori, molti dei quali miei clienti, e stanno rinnovando e riqualificando con i loro interventi diverse zone. L’aumento del costo delle materie prime e le incertezze legate ai bonus stanno generando problemi e dubbi, ma il lockdown, la necessità di rimanere nella propria abitazione e tutto ciò che ne è derivato ci hanno fatto capire, ancora una volta, che l’unico reale bene di rifugio, anche fisico, è la casa”.

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