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L'Unione Regionale Cuochi chiede chiarezza per i fondi a ristorazione e turismo

L’intero settore della ristorazione, insieme a tutta la sua filiera, chiede ai governi regionali e nazionali, liquidità immediata a fondo perduto, senza burocrazia e procedure farraginose

A cura della redazione

Riportiamo il comunicato firmato dall'Unione Regionale Cuochi Abruzzesi che chiede chiarezza e ragionevolezza sui fondi per ristorazione e turismo.

In questi giorni è in atto una giusta protesta dei ristoratori italiani per la disastrosa situazione economica in cui si trovano a causa della pandemia da covid-19. Ma sembra che la soluzione prospettata dalla maggioranza di loro sia l’immediata possibilità di riaprire i ristoranti.
E’ noto a tutti che il comparto ristorativo crea lavoro solo in un contesto di benessere economico e sociale diffuso.
Allo stato attuale, su richiesta della comunità scientifica e sanitaria, il Governo ha scelto di impedire la socialità e di lasciare la possibilità di svolgere solo alcuni lavori basilari ritenuti indispensabili per l’economia e la vita.
In questo contesto chi andrebbe al ristorante?
La riapertura presuppone investimenti per gli adeguamenti sanitari, per il personale, per l’acquisto della materie prime, per le utenze. Una valutazione oggettiva, senza essere economisti, basterebbe a capire che con i pochi ipotetici incassi non si riuscirebbe a pagare neanche le spese. Oppure si può pensare di risollevare le sorti dei ristoranti con i piatti da asporto? (Anche in questa fase drammatica i commentatori e i ristoratori di tendenza usano una parola inglese, il “delivery”, per edulcorare la realtà e far sembrare l’asporto meno cibo da gastronomia….)
Oltre al fatto che la riapertura non consentirà gli indennizzi per le spese, i contributi per il mancato incasso, i bonus per le partite IVA e la cassa integrazione per il personale.
L’intero settore della ristorazione, insieme a tutta la sua filiera, deve lottare per chiedere ai governi regionali e nazionali, alla UE, alla BCE e al FMI di avere liquidità immediata a fondo perduto, senza burocrazia e procedure farraginose. Il sostegno dovrà essere erogato fino a quando non ci saranno le condizioni della socialità e non saranno predisposte regole chiare con una valutazione più specifica e attenta per il comparto ristorativo, che non può essere valutato come un semplice esercizio commerciale.
Lasciarsi prendere dalla foga di riaprire senza valutare con ponderatezza tutti gli aspetti positivi e negativi che essa comporta, magari anticipando di un mese per poi eventualmente correre il rischio di chiudere per sempre, soffocati a causa dei debiti, non è l’atteggiamento migliore di una imprenditoria lungimirante.
Circa un mese fa eravamo tutti in ansia e con il cuore in gola per quello che da un momento all’atro poteva accadere ad ognuno di noi. Lo strazio che abbiamo provato per i sacrifici del personale sanitario e per file di bare, auspichiamo che siano consegnate alle pagine nere della storia e che non si ripetano più, ma ad ora nessuno ce lo assicura.

Unione Regionale Cuochi Abruzzesi

 

foto tratta da triesteallnews.it

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