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Brioni: i sindacati chiedono di posticipare la riapertura

Diversi lavoratori sono con la febbre e le sigle sindacali scrivono al prefetto di Pescara, al presidente della Regione Abruzzo e all’ASL di Pescara per trovare una soluzione

A cura della redazione

Riportiamo il Comunicato pubblicato dalle sigle: CGIL e Filctem Cgil Abruzzo Molise e Pescara, CISL e Femca Cisl Abruzzo Molise e Pescara, UIL e Uiltec Uil Abruzzo e Pescara.

Le Segreterie Provinciali Confederali e di categoria, le Segreterie Regionali Confederali e di Categoria di CGIL e FILCTEM CGIL – CISL e FEMCA CISL – UIL e UILTEC UIL unitamente alle RSU e RLS dell’azienda Brioni Roman Style, a tutela di tutti i lavoratori, lavoratrici e dell’intera Comunità Vestina, un territorio martoriato dal contagio CORONAVIRUS, al netto degli sforzi importanti ed apprezzati effettuati dall’azienda per il rispetto del Protocolli vigenti, evidenziano a tutti che la riapertura della Brioni Roman Style, azienda con oltre mille dipendenti dislocata su tre sedi, in questo preciso momento risulta eticamente e moralmente devastante perché potrebbe vanificare gli sforzi che si stanno facendo per limitare la diffusione del contagio. Non posticipare la riapertura dell’azienda, potrebbe dar luogo ad un aumento notevole del numero dei casi da contagio.

Non hanno ancora conferma anche a causa della privacy, ma siamo a conoscenza che diversi lavoratori e lavoratrici hanno manifestato nei giorni scorsi ed a tuttora febbre anomala e disturbi, anche se lievi, alle vie respiratorie che si sono messi in “autoquarantena” e pertanto non sono presenti nei registri della ASL e della Protezione Civile. All’interno dei siti lavorano anche persone che giungono dalla zona rossa appena richiesta al Governo Italiano da parte della Regione Abruzzo. Gli altri Paesi nel mondo stanno tutti seguendo la linea di chiusura di tutte le attività di non primaria necessità e tutti stanno coniando il monito “IO RESTO A CASA” (Gran Bretagna, Spagna, Francia, molti stati degli USA). L’azienda Brioni Roman Style, non produce beni di prima necessità anche se immaginiamo che al momento possono esserci calendarizzate alcune consegne, riteniamo che a meno di una riqualificazione dei siti, di cui non siamo a conoscenza, che le permetta di produrre mascherine e/o materiale protettivo come diverse aziende tessili hanno iniziato a fare da qualche giorno, non riteniamo necessario e consigliabile la riapertura dell’azienda. Pertanto alla luce di tutto quanto sopra esposto ed ascoltando la voce dei lavoratori che, all’unisono esternano voci di terrore e preoccupazione, chiediamo ed invitiamo l’azienda di continuare ad applicare la Cassa Integrazione, con l'auspicio che arrivando alla fine di Aprile, si sia superato il fatidico picco di contagi e si verificano tutte le condizioni per poter avere lavoratori e lavoratrici pronti a riprendere serenamente la loro attività lavorativa. Altresì invitiamo tutti coloro attenzionati, e ci rivolgiamo principalmente al prefetto di Pescara, al presidente della Regione Abruzzo e all’ASL di Pescara, di interagire con i responsabili aziendali per addivenire ad una soluzione comune che tenga conto di tutti gli interessi presenti in essere ma, soprattutto atta a tutelare la salute e lo stato psicologico dei lavoratori e delle lavoratrici della Brioni Roman Style.

Foto tratta da Studenti.it

 

 

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