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A24 e A25, i giorni dei “lunghi coltelli” per la risoluzione della questione Masterplan

Sono stati e forse lo saranno ancora giorni difficili per le autostrade abruzzesi: sicure? Da chiudere? In che modo ridare agli automobilisti la tranquillità di percorrerle? Vi raccontiamo l’ultima settimana nella diatriba continua tra Ministero delle Infrastrutture, Strada dei Parchi e la politica locale

Laura Tinari

È stato un nuovo servizio delle Iene a riaccendere i riflettori nazionali sulla situazione “difficile” dei ponti e dei viadotti delle autostrade abruzzesi A24 e A25. Nell’ultima puntata della trasmissione di domenica scorsa Placido Migliorino, dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è tornato sul tema della stabilità non solo in caso di terremoto, ma anche per il passaggio di carichi particolarmente pesanti. Preoccupazioni che sono finite anche in una relazione scritta, poi contestata da Strada dei Parchi, la società del Gruppo Toto che gestisce i due tratti autostradali, che entrando nel merito dei dati riportati nel documento ha contestato "le verifiche sono state condotte utilizzando i carichi della normativa del 1962 che, per quanto detto, non sono più compatibili con le reali sollecitazioni indotte dai carichi accidentali cosi come previsto dalle attuali norme di settore", e ribadendo invece la stabilità dell’infrastruttura.

Anche il ministro per le Infrastrutture, Danilo Toninelli, nei giorni scorsi aveva affrontato l’argomento Abruzzo durante l'annuale assemblea dell'Ance a Roma, parlando di "condizioni così degradate da risultare allarmanti". È lì che i riflettori sui due tratti autostradali si erano riaccesi anche e soprattutto sulla questione dei fondi per la messa in sicurezza.

Un tema caldo già da qualche settimana e che vede Ministero e Regione Abruzzo scontrarsi sulle risorse del Masterplan, poichè nel cosiddetto Decreto Genova, nell’articolo 16 il Governo disponeva: "Ai fini della prosecuzione degli interventi di ripristino e messa in sicurezza sulla tratta autostradale A24 e A25, si provvede alla rimodulazione del fondo per lo sviluppo e la coesione". Gli interventi necessari sulle due autostrade abruzzesi e laziali sarebbero stati finanziati così con fondi recuperati dai tagli al Masterplan.

Circa 200 milioni di euro, che di fatto in Abruzzo avrebbero bloccato 250 progetti presentati dagli enti locali all’epoca del Governo Renzi, una situazione che ha creato accese reazioni nel mondo politico. La rivolta contro il Governo gialloverde è stata guidata dalla deputata aquilana del Pd Stefania Pezzopane, componente della Commissione Ambiente, Lavori pubblici e Infrastrutture, ma ha visto insieme Abruzzo e Lazio, anch’esso penalizzato seppur relativamente a una somma più contenuta.

I 250 milioni sarebbero stati anticipati dai fondi per lo sviluppo e la coesione per le annualità che vanno dal 2021 al 2025, finanziamenti che il precedente Governo aveva destinato a interventi che Comuni e Province abruzzesi avevano già in qualche modo avviato e da cantierare a breve. Progetti di riqualificazione di centri storici e di antichi palazzi; messa in sicurezza di strade franate, realizzazione di infrastrutture come la Fondovalle Sangro o potenziamenti dei porti di Pescara e Ortona; poi la creazione di una funivia a Chieti ,dove era previsto anche il finanziamento dell'ex caserma Bucciante; e il recupero dell'ex manicomio di Teramo insieme ai fondi per lo Zooprofilattico.

Tutto è nato dopo due blitz che il ministro Toninelli ha fatto sotto il viadotto di Macchia Maura a Bugnara (L'Aquila) sulla A25, di qui un botta e risposta con Strada dei Parchi Spa su come affrontare le criticità della struttura. Il Gruppo Toto ha di fatto risposto che nei 10 viadotti che versano in condizioni più difficili erano già state adottate limitazioni per i mezzi pesanti e altri sono al vaglio ma non si sono verificati i presupposti per le chiusure.

Il problema dei tagli e della rimodulazione delle risorse nasce dal fatto che il Governo non abbia ritenuto le due autostrade abruzzesi infrastrutture di valenza strategica nazionale, come invece ha fatto per il ponte Morandi dove i fondi stanziati sono statali.

Ma poi la battaglia ha portato il suo risultato: "La messa in sicurezza di A24 e A25 non sarà finanziata con le risorse già assegnate all’Abruzzo - ha dichiarato Renzo Di Sabatino, segretario regionale Pd -, bensì sarà a carico del Fsc del Ministero dei Trasporti, così come chiedevamo e per cui ci siamo battuti Il risultato è stato ottenuto tutti insieme, grazie anche a tutti i sindaci che si sono mobilitati per evitare questo scippo e per tutelare gli interessi degli abruzzesi. È triste, invece, dover segnalare la totale assenza dei parlamentari abruzzesi del M5S e della Lega nel percorso che ci ha portato a questo risultato. E dispiace dover constatare che la candidata alla presidenza della Regione Abruzzo per il Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi, abbia bollato il Pd e gli organi di informazione che hanno seguito la vicenda come fabbricatori di fake news. La stessa maggioranza giallo-verde l’ha smentita, ieri notte, approvando l’emendamento all’articolo 16 sui fondi per la messa in sicurezza di Autostrada dei Parchi. Adesso gli abruzzesi sanno chi li stava tradendo".

Per domani è stato convocato un vertice dal prefetto del capoluogo, Giuseppe Linardi, su iniziativa dei prefetti della regione Abruzzo per analizzare "le problematiche relative alla sicurezza dei viadotti". La nota, che ha come oggetto "Autostrade A24 e A25 in concessione a Strada dei Parchi Spa", è stata inviata a tutti gli enti e le istituzioni coinvolte, tra gli altri il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Prefetto di Roma, l'Anas, i Vigili del fuoco e la Polizia. 

 

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