I giovani e la sfida di fare impresa oggi
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Grande successo per White Information, l’evento di 2 giorni organizzato dal gruppo under 40 di Confindustria Teramo guidato dal presidente Luca Verdecchia. Al centro del dibattito, start up e imprese giovanili Si è aperto con il ricordo e l’applauso per Eugenio Febbo, l’imprenditore morto suicida a Villanova di Cepagatti, l’evento White Information che ha visto giungere a Roccaraso più di 150 imprenditori da tutto il centro Italia. Giunta alla sua seconda edizione, la convention è stata organizzata dal gruppo giovani di Confindustria Teramo guidato dal presidente Luca Verdecchia. “Non lasciamo soli giovani e imprenditori di fronte alla sfida e alle difficoltà del fare impresa”. E’ questo l’appello forte e chiaro lanciato dal palco di “White Information”. Imprenditori, professionisti e semplici curiosi, sono giunti a Roccaraso da Marche, Lazio, Molise, Campania, Sicilia e Puglia per discutere di start up e imprese giovanili. Anche quest’anno, nulla è stato lasciato al caso, l’organizzazione impeccabile e l’impegno del presidente Verdecchia e della sua squadra, hanno determinato il successo della kermesse. La convention si è aperta con i saluti del sindaco di Roccaraso Francesco Di Donato e del vice Alessandro Amicone, di Luca Verdecchia, Mauro Barnabei, presidente Giovani Imprenditori Confindustria Abruzzo e Pierluigi Panunzi, presidente Giovani Imprenditori Confindustria L’Aquila. «I giovani devono essere la chiave di volta per rispondere alla crisi, senza l’apporto e il sostegno delle nuove generazioni è impensabile puntare ad un superamento di questa fase congiunturale -ha spiegato Luca Verdecchia- Oggi chiediamo sostegno per i giovani imprenditori che non devono essere abbandonati di fronte agli ostacoli. Quelli più importanti rimangono l’eccesiva burocrazia, una tassazione troppo alta e le difficoltà di accesso al credito. Quest’ultimo è un tema centrale e per questo oggi abbiamo deciso di affrontarlo con banche, fondi d’investimento e istituzioni alle quali chiediamo una collaborazione maggiore per poter far crescere le nuove imprese. Invitarli oggi qui al confronto è il primo passo per creare una collaborazione più stabile e costruttiva per i giovani». All’interno del dibattito, articolato su tre tavole rotonde, centrale è stato il tema del credito e della necessità di capitali a disposizione dei giovani e delle imprese innovative. Alla prima tavola sono intervenuti: Luca Balestrieri, direttore digitale Terrestre Rai, presidente “Tivù srl”, Augusto Bandiera, direttore Large&Multinational Accounts “Vodafone Italia”, Giovanni De Caro, investment manager “Atlante Ventures Mezzogiorno” Intesa San Paolo, Luciano Fratocchi, professore associato Università dell’Aquila, Francesca Mazzolari, Centro Studi Confindustria Roma e Rocco Micucci presidente Finanziaria Abruzzese SpA. Il presidente della Fira, ha annunciato in particolare l’arrivo di 9 milioni di euro proprio per lo start up d’impresa. «Stiamo preparando i bandi –ha detto Micucci- che dovrebbero uscire prima dell’estate, vogliamo preparare il teresigenze delle imprese e dove e come far nascere le start up. Finora ci si è preoccupati solo di spendere i soldi pubblici, ma c’è bisogno anche di pensare alla reale utilità che devono generare». «In Abruzzo sono pochi –ha spiegato De Caro- i progetti di creazione d’impresa sul fronte dell’innovazione e delle tecnologie rispetto alle altre regioni del centro sud come Puglia e Campania, mentre ancora alto rimane il numero di progetti nel campo manifatturiero». Nuove tecnologie e nuove idee per uscire dalla crisi. Queste le necessità del mondo delle imprese secondo Augusto Bandera che ha dichiarato: «Le tecnologie, in particolare quelle relative alla comunicazione possono aiutare ad efficientare i processi all’interno delle imprese e creare i benefici da reinvestire, ma dall’altra parte servono giovani e imprese fresche per costruire il mercato che ancora non c’è, bisogna anticipare i tempi per costruire le premesse per l’uscita dalla crisi». Hanno preso parte al secondo dibattito: Alessandro Addari, direttore della rivista “Quale Impresa”, Mattia Mor, presidente “Blomor srl”, Giuseppe Mozzillo, presidente “Exito Gourmet Pvt. Ltd”, Dario Pilla, direttore generale Banca Tercas, Davide Romano, project manager “Associazione Italian Business Angels” e Niko Romito, chef dell’anno 2012, “Ristorante Casadonna Reale”. Forse per i giovani presenti, questo è stato il confronto che ha destato più attenzione nel quale i relatori hanno riportato la propria esperienza di imprenditori. Romito ha raccontato che ha addirittura rinunciato ad un incarico da manager super retribuito, pur di inseguire il suo sogno: aprire un’attività tutta sua. Più istituzionale è stata la terza tavola rotonda che ha visto intervenire: il senatore del Pd, Giovanni Legnini e l’assessore regionale alle Politiche del Lavoro, Paolo Gatti che si sono confrontati con Virman Cusenza, direttore de “Il Mattino” anche sul tema della riforma del lavoro e dell’articolo 18. Sul tema delle imprese giovanili Gatti ha voluto ricordare, inoltre, i bandi per l’imprenditorialità attraverso cui la Regione ha permesso la nascita di oltre 150 nuove imprese, 60 delle quali femminili, e i nuovi tre milioni di euro di incentivi a fondo perduto disponibili per la creazione di nuove attività da parte di donne abruzzesi. A portare il suo messaggio, anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi. «Le imprese di giovani –ha detto Chiodi- possono funzionare se c’è coraggio, spirito e preparazione, per questo è necessario che ci sia un cambio di mentalità: i giovani devono avere il coraggio di osare, ormai non possono più pensare che il loro futuro lavorativo sia basato sul pubblico impiego, ma sarà sempre più legato alla loro capacità di farsi da soli». La chiusura della convention è stata affidata a Simone Mariani, vice presidente nazionale Giovani Imprenditori Confindustria. «Quello delle start up è un tema che sta molto a cuore ai giovani confindustriali -ha spiegato- crediamo che sia un elemento indispensabile per la crescita e il rilancio del paese se pensiamo che, ad esempio, negli Stati Uniti ogni anno le nuove start up sono in grado di creare 3 milioni di posti di lavoro».









