Turismo, parola d’ordine fare gruppo
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Questo il leitmotive dell’assemblea annuale di Federalberghi Abruzzo guidata dal presidente Giammarco Giovannelli. Presente all’incontro anche l’assessore regionale al Turismo Mauro Di Dalmazio “Analisi e prospettive dell’economia turistica regionale”, questo il tema scelto da Federalberghi Abruzzo per la consueta assemblea di fine anno svoltasi al Grand Hotel Don Juan di Giulianova. Presenti all’appuntamento il presidente regionale di Federalberghi Abruzzo Giammarco Giovannelli, il presidente di Federalberghi L’Aquila Mara Quaianni, il presidente di Federalberghi Chieti Andrea Sebastiani, il presidente di Confcommercio Abruzzo Giandomenico Di Sante ed il consulente Claudio Ucci. Nei loro interventi, tutti i relatori hanno evidenziato l’importanza delle associazioni di categoria di ideare programmi innovativi per superare lo stato di crisi che il turismo sta vivendo. All’incontro non è voluto mancare l’assessore regionale al Turismo Mauro Di Dalmazio che con franchezza ha dichiarato: «Non ci sono risorse necessarie e sufficienti, quelle poche che siamo riusciti a trovare fuori Bilancio dobbiamo essere bravi a saperle spendere, quindi in questo momento più che mai è necessario fare gruppo e mettere da parte sterili discussioni». Ammonterebbero a circa 45milioni di euro le possibilità finanziarie della Regione Abruzzo per il turismo, tra fondi FAS (35milioni circa) e Legge 77 (8,5milioni circa) che serviranno a finanziare le prossime mosse, a partire dalla presentazione dalla Crociera Promozionale della regione ed i nuovi “claim” per promuovere l’immagine dell’Abruzzo, attraverso internet e borse, in Italia ed all’estero. «In questo momento ritengo fondamentale- ha dichiarato Giovannelli- intercettare i fondi europei per il turismo, ma anche la variazione ed il miglioramento delle leggi in proposito puntando ad un Testo Unico per una Global Governance a cui affidare però un budget spesa più alto. Un appello voglio farlo ai Comuni, che in merito alla Tassa di Soggiorno, non adottino una linea aggressiva, ma continuino con una programmazione e con la contrattazione tra le parti. Per il nostro settore il bilancio del 2011 non è negativo, ma più presenze e più arrivi non signifi cano più guadagni. Gli operatori abruzzesi si trovano ad affrontare due problemi enormi: i costi di gestione delle strutture sempre più alti e l’accesso al credito sempre più difficile, che non fanno che arrestare la crescita del nostro turismo». «La rivoluzione deve essere –ha concluso Di Sante– nelle piccole e medie attività e deve andare in unica direzione, io sono ottimista, ma ci devono essere nuove regole e nuova etica imprenditoriale evidenziato l’importanza delle associazioni di categoria di ideare programmi innovativi per superare lo stato di crisi che il turismo sta vivendo. All’incontro non è voluto mancare l’assessore regionale al Turismo Mauro Di Dalmazio che con franchezza ha dichiarato: «Non ci sono risorse necessarie e sufficienti, quelle poche che siamo riusciti a trovare fuori Bilancio dobbiamo essere bravi a saperle spendere, quindi in questo momento più che mai è necessario fare gruppo e mettere da parte sterili discussioni». Ammonterebbero a circa 45milioni di euro le possibilità finanziarie della Regione Abruzzo per il turismo, tra fondi FAS (35milioni circa) e Legge 77 (8,5milioni circa) che serviranno a finanziare le prossime mosse, a partire dalla presentazione dalla Crociera Promozionale della regione ed i nuovi “claim” per promuovere l’immagine dell’Abruzzo, attraverso internet e borse, in Italia ed all’estero. «In questo momento ritengo fondamentale- ha dichiarato Giovannelli- intercettare i fondi europei per il turismo, ma anche la variazione ed il miglioramento delle leggi in proposito puntando ad un Testo Unico per una Global Governance a cui affidare però un budget spesa più alto. Un appello voglio farlo ai Comuni, che in merito alla Tassa di Soggiorno, non adottino una linea aggressiva, ma continuino con una programmazione e con la contrattazione tra le parti. Per il nostro settore il bilancio del 2011 non è negativo, ma più presenze e più arrivi non significano più guadagni. Gli operatori abruzzesi si trovano ad affrontare due problemi enormi: i costi di gestione delle strutture sempre più alti e l’accesso al credito sempre più difficile, che non fanno che arrestare la crescita del nostro turismo». «La rivoluzione deve essere –ha concluso Di Sante– nelle piccole e medie attività e deve andare in unica direzione, io sono ottimista, ma ci devono essere nuove regole e nuova etica imprenditoriale.









