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focus di Eleonora Lopes | foto concesse dalla famiglia Sciotti | 30 Gennaio 2018

Borgo Baccile, la storia diventa accoglienza

Il resort del Gruppo Farnese, gestito dal giovanissimo Nico Sciotti, è frutto di un attento restauro di dimore rurali nel Comune di Crecchio

Amore per le proprie radici, per la storia e per il vino. Nasce da qui Borgo Baccile, resort sorto da pochi mesi nel comune di Crecchio, a qualche chilometro dal famoso Castello medievale. A volerlo è stata la famiglia Sciotti che oggi guida il Gruppo Farnese Vini, ma in particolare il giovanissimo Domenico, per tutti Nico, figlio di Valentino, e grande amante della terra e della “sua Crecchio”. Borgo Baccile by Vini Fantini è immerso tra i colori e i profumi dei vigneti, accogliente ed elegante resort ottenuto dall’attento restauro di dimore rurali, dove si respira la storia di una famiglia che ha qui vissuto per generazioni, coltivando la passione per la viticoltura che oggi con tenacia racconta al mondo intero. Il sapiente recupero delle pareti in pietra, combinato con un arredamento moderno, il gioco di luci e corten, la piscina sospesa sul vigneto, attorno alla quale ruota tutta la struttura, rendono Borgo Baccile un posto unico, perfetto per evadere dai ritmi frenetici della città e per godere del relax che solo lo sguardo sul mare, verdi colline e monti della Majella può dare. Nico ci ha messo anima e cuore in questo progetto, mentre lui ci racconta come è nato, gli si illuminano gli occhi. «Ogni dettaglio –ci dice– è curato nei minimi particolari. Quello che desidero è che il cliente qui si senta come a casa». Aperto lo scorso maggio, attualmente Borgo Baccile dispone di 4 appartamenti e 6 camere, con la capacità di ospitare dalle 15 alle 30 persone. Intorno alle strutture, come dicevamo, ci sono: orto, frutteto, vigneto, uliveto per un totale di 8 ettari; nella vigna sono impiantati il syrah, e i nostri Montepulciano e Trebbiano. «In questo modo –ci spiega– offriamo al cliente una filiera corta con tutti i nostri prodotti. Chi soggiorna da noi infatti può raccogliere i prodotti dell’orto e dei frutteti e godere della loro freschez-za durante il soggiorno». «I miei bis nonni –racconta Nico– hanno iniziato a fare il vino qui, in queste mura che abbiamo ristrutturato e che risalgono alla metà del ‘800. Per me questi luoghi hanno una magia particolare, sono legati a tanti ricordi miei e della mia famiglia ed è per questo che ho voluto dare ad ogni appartamento un nome speciale ricordando coloro che vi hanno abitato. L’architettura è originale, abbiamo recuperato tutto quello che potevamo, mattoni, ringhiere dei balconi e oggetti antichi». A condurre i lavori è stato l’architetto Rocco Valentini, specializzato nel restauro e nel recupero. Obiettivo di Nico e della sua famiglia è quello di allargare il piccolo Borgo, è infatti recente l’acquisizione di altri casolari intorno al resort, oggi diroccati. E anche alcuni turisti del Nord Europa, che visitando Crecchio se ne sono innamorati, hanno voluto investire nello stesso modo. «Questo è un progetto –aggiunge- che ho seguito io, dall’ideazione all’arredamento, con l’aiuto e il sostegno del gruppo Farnese, della mia famiglia, di mia sorella Alessia e della mia ragazza Francesca. C’è anche mia nonna Rita di 84 anni che coccola i clienti con i suoi manicaretti e poi l’attrazione del Borgo, Gelsomino, il mio asinello!». «Sappiamo quanto oggi –prosegue- sia importante raccontare un luogo anche attraverso il cibo e per questa struttura ho voluto una cucina professionale, come quella dei ristoranti, e per i nostri eventi abbiamo scelto lo chef Tany Moscone che con la sua cucina rappresenta perfettamente il nostro territorio». Nico ha 24 anni, ha due sorelle Alessia e Giulia, studia enologia a Teramo. «A Farnese –ci dicemi occupo della selezione delle materie prime, che è la parte che amo di più oltre a stare a contatto con la gente. In campagna grazie a mia nonna Rita ho imparato a fare tutto, a 18 anni ho chiesto ai miei come regalo un escavatore (sorride) e i miei amici l’anno scorso mi hanno regalato un asinello. Mi piace viaggiare, quando posso anche con Farnese lo faccio spesso, apre la mente e fa crescere». Meticoloso, socievole, a volte un po’ testardo, il giovane Sciotti non si accontenta mai e vuole sempre dare il massimo. È un ragazzo con profondi valori Nico, che ahimè sempre meno si riscontrano nei suoi coetanei. Nonna Rita fin da ragazzino lo ha voluto accanto a sé in campagna, trasferendogli ogni tipo di insegnamento. E quello che all’inizio era un obbligo da svolgere (spesso fatto controvoglia) con il tempo si è trasformato in amore per la terra e suoi frutti che lo ha portato negli anni all’ideazione di Borgo Baccile. «Io amo Crecchio, -conclude Nico- è il luogo dove sono nato, dove ho scelto di vivere e dove mi piacerebbe creare una famiglia. Ed è qui che vorrei realizzare i miei sogni imprenditoriali, come ad esempio avere un’azienda agricola tutta mia».

 

 

 

 

 

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