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focus di Denia Di Giacomo | 20 Settembre 2017

Barberini S.p.a. dall'Abruzzo in tutto il mondo

Storia e futuro della realtà abruzzese diventata leader mondiale nella produzione di lenti solari in vetro ottico. Intervista all’ad ingegnere Gianni Vetrini

Un’azienda che sfiora i 100 milioni di euro di fatturato, leader mondiale di settore, che tra i suoi clienti vanta brand top di gamma come Luxottica, Marcolin e Safilo, Maui Jim e Costa del Mar (statunitensi) e molti altri ancora. Raccontiamo la Barberini S.p.a., l’azienda che esporta lenti polarizzate in vetro in tutto il mondo. Sembra quasi una storia americana, una di quelle a cui noi italiani tendiamo a credere poco, ma non lo è, anzi, è un pezzo della nostra storia economico-sociale, che continua ad investire e ad affondare le proprie radici in Abruzzo. Tutto nasce dalla professionalità di Pietro Barberini marchigiano di Fabriano che partendo da un negozio di ottica aperto dal padre a Pescara nel 1922 è arrivato con una semplice produzione di lenti da vista nel suo retrobottega a costruire un impero. Per farci raccontare questa lunga avventura abbiamo intervistato l’ingegnere Gianni Vetrini, ad della Barberini S.p.a.. «Pietro Barberini e sua cognata Emma Cerceo, gestivano un negozio di ottica a Pescara e nel loro retrobottega producevano già lenti oftalmiche di forte gradazione – ci racconta Vetrini – ma quello che davvero rappresentò la svolta fu l’incontro con l’azienda Persol, grazie alla quale cominciarono la produzione di lenti in “vetro solare”. Per ragioni di spazio si spostarono prima nello scantinato dell’abitazione di famiglia e poi in un capannone realizzato a Montesilvano. Era il 1963 e lì nacque il primo sistema automatico per la produzione di lenti». La storia prosegue con la nascita dell’Industria Ottica Italiana, che nel 1976, si trasforma in Barberini S.p.a., un’azienda fiorente che vista la veloce implementazione delle sue tecnologie e la necessità di sempre nuovi spazi nel 1982 è costretta a trasferirsi nell’attuale stabilimento di Silvi. «Nel 1997 Pietro Barberini muore, a questo evento segue la riorganizzazione dell’assetto aziendale, che vede uscire tutta la famiglia dall’azienda, tranne una sola figlia, portando nel 2000 la ILLVA Saronno Holding S.p.A. ad acquisire una parte del capitale sociale. Altro momento importante della nostra espansione  – continua l’ad – è quello dell’acquisizione da parte della Barberini della divisione oftalmica dell’azienda Schott avvenuta nel 2010». Schott è un gruppo tecnologico internazionale presente in tutti i più importanti mercati del mondo, ma oltre la Schott, Barberini controlla una fabbrica coreana nella quale viene prodotto il film polarizzato utile alla costruzione delle lenti.


ALLA GUIDA DI UN IMPERO
Ma chi è l’uomo che guida la Barberini verso il futuro? Gianni Vetrini, nato a Teramo, classe 1948 laureato in Ingegneria meccanica all’Università di Bologna, sposato con due figlie, ci racconta così il suo esordio nella Barberini S.p.a.. «Dopo aver conseguito la mia laurea con una tesi sul motore desmodromico della Ducati ho avuto la possibilità di lavorare per due anni in quell’azienda, poi ho deciso di mettermi in proprio aprendo uno studio di ingegneria impiantistica a Teramo, e per dieci anni ho gestito quella attività. Pietro Barberini, che mi conosceva da tempo e che dagli anni ‘80 mi affidava delle consulenze, nel 1992 mi propose di entrare in pianta stabile nella sua azienda e io accettai, vedendo in quella proposta una bellissima sfida da portare avanti… e così è stato». «Noi abbiamo il controllo diretto di tutta la filiera: dalla materia prima alle macchine che producono le lenti. Ogni singolo macchinario che usiamo viene creato internamente dalle nostre risorse umane e questo ci permette di essere sempre al passo con i tempi e con le nostre esigenze. Ovviamente il nostro successo è frutto di un team affiatato e molto preparato, qui siamo una famiglia, e continuiamo ad esserlo nonostante le dimensioni aziendali». A testimonianza di questo c’è una bellissimo collage di fotografie nella sala che accoglie i visitatori, fatto di dipendenti con i loro famigliari, battesimi, matrimoni, occasioni speciali, che molti hanno voluto condividere con l’azienda, è questo lo spirito che ha voluto lasciare Pietro Barberini. «Probabilmente se non fossi abruzzese sarei andato via da questa regione – dice con un pizzico di amarezza l’ingegnere – ci sono molte cose che non vanno, spesso si lotta contro i mulini a vento, ma amo la mia terra…». Oggi Barberini continua la sua espansione, a breve si trasferirà in un nuovo stabilimento a Città Sant’Angelo. «Stiamo andando via da Silvi in silenzio – commenta sarcastico l’ingegnere – quasi come se non interessasse a nessuno, ecco le contraddizioni della nostra regione. Comunque voglio cogliere l’occasione per sottolineare che abbiamo avuto un fortissimo sostegno da parte della comunità angolana ed è anche grazie a questo che siamo riusciti a preparare in tempi brevi la nostra nuova sede che ci permetterà di espanderci e avere i giusti spazi per il futuro».

 

UNA NUOVA SFIDA: BARBERINI EYEWEAR

Settembre 2015: nasce il nuovo progetto occhiali da sole marchiati Barberini, con base a Venezia. Forte della propria esperienza Barberini ha deciso di mettersi in gioco, realizzando una sua collezione di occhiali che offra il massimo in termini di qualità, protezione e precisione visiva al mondo

 

 

 

 

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