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Walter Tosto partecipa alla nuova sfida del nucleare

La Commissione Europea dice sì al nucleare inserendolo tra le fonti utili alla transazione ecologica e il Gruppo Tosto si aggiudica la fornitura di 80 componenti critici del valore di 50 milioni di euro destinati alla centrale nucleare di Sommerset in Inghilterra e altre due commesse del valore di euro 370 milioni

A cura della redazione

La tempesta che il conflitto in Ucraina ha scatenato sui costi dell’energia, dove il costo del gas è salito del 250% e il petrolio sopra i 140 dollari, è stata una tragedia che sta facendo tremare i polsi a tutta l’Europa.

Dal proprio canto il Gruppo Tosto sta facendo la sua parte, atteso che con i suoi 1.200 dipendenti, dopo aver acquisito la Fecne in Romania e la Bosco in Italia, due tra le aziende europee più referenziate del settore nucleare, è riuscito a mantenere la propria competenza realizzando diversi progetti internazionali in Canada, Francia ed in altre primarie nazioni nel mondo.

Il Gruppo Tosto, dopo il referendum che nel 1987 abolì in Italia il nucleare, continuò a collaborare con diverse Università ed altri enti di ricerca come l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e l’Università di Princeton, che rappresenta il cuore delle Ivy League americane, per realizzare programmi scientifici importanti e, proprio per questo motivo,  si è aggiudicata la fornitura di 80 componenti critici per lo scambio termico destinati alla centrale nucleare di ultima generazione Hinkley Point C (HPC) del valore di 50 mln di euro a Sommerset, Inghilterra la cui attivazione è prevista per il 2026.

Da azienda familiare, il Gruppo Tosto si è trasformato in un gruppo italiano strategico per lo sviluppo del proprio Paese e questo posizionamento è affermato dalla sua partecipazione ad uno dei più importanti progetti di ricerca sulla fusione nucleare (Iter) del primo impianto con dimensioni paragonabili a una centrale elettrica convenzionale, realizzato per dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione come fonte di energia pulita e sicura.

Il progetto fu finanziato dal’ Unione Europea, Giappone, Russia, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e India e, proprio per questo motivo, ha una rilevanza globale di grande prestigio. 

Il gruppo di Chieti, come membro del Consorzio AMW (Ansaldo, Mangiarotti, Walter Tosto) sta realizzando cinque settori in acciaio inossidabile da 650 tonnellate ognuno, della camera da vuoto (il cuore del reattore Iter) del valore di circa 300 milioni di euro e oltre a questa importante commessa si è aggiudicata anche la fornitura di  64 cassette body – strutture massicce e contorte del sistema dei divertori del reattore – del valore di circa 70 milioni di euro.

Umberto Minopoli, Presidente dell’Associazione Italiana Nucleare, conferma che occorre diversificare le fonti con cui produciamo energia elettrica, utile a realizzare un piano europeo per l’elettricità Nucleare e delle rinnovabili che rappresentano le fonti del futuro, fondamentali ad assicurare un sistema europeo sostenibile.

Gli investimenti nel nucleare, aggiunge il Presidente, è un’opportunità scelta dall’Europa e l’Italia che importa da queste centrali atomiche energia per il 14% del proprio fabbisogno deve sostenere con forza la decisione europea di ammettere il nucleare nella tassonomia delle fonti sostenibili e conclude affermando che l’AIN propone quattro punti fondamentali: un accordo europeo sull’import elettrico, la partecipazioni alle nuove costruzioni nucleari europee a cominciare dalle centrali ai nostri confini, la partecipazione alle iniziative nucleari europee e il sostegno alle imprese italiane che scelgono di aderire alle iniziative internazionali energetiche.

Luca Tosto A.D. del Gruppo Tosto, conclude che l’Italia, pur avendo risorse e competenze nella realizzazione degli impianti, è gravata da costi esagerati per l’approvvigionamento di energia elettrica e gas più elevati rispetto agli altri Paesi dell’Unione e se pensiamo che nelle Nazioni confinanti, a soli 300 Km da Milano, Torino e Genova si contano circa 40 reattori nucleari, diventa un controsenso parlare di sicurezza. Occorre puntare all’indipendenza energetica e l’unica soluzione possibile è quella di affidarsi alla sicurezza del nucleare di nuova generazione.

Il Gruppo Tosto ha chiuso il 2021 con ricavi di circa 170 milioni di euro e un EBITDA pari a circa il 15% e previsioni di consolidamento di ottima performance anche per il prossimo triennio.   

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