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Un gruppo di vignaioli uniti per Loreto Aprutino

Valentini, De Fermo, Torre dei Beati, Amorotti, Ciavolich e Talamonti, tutti insieme per Loreto Aprutino, sono pronti per costituire un’associazione che difenda il territorio dove lavorano. Ne abbiamo parlato con Francesco Paolo Valentini che ci ha fatto una panoramica sul mondo del vino raccontandoci le sue battaglie ambientaliste

di Eleonora Lopes

“Difendere, valorizzare e costruire il territorio”. E’ con questa idea che un gruppo di vignaioli di Loreto Aprutino si è unito per rilanciare questo borgo negli ultimi anni a forte rischio di deturpamento.

Le cantine aderenti alla futura associazione sono: Valentini, De Fermo, Torre dei Beati, Amorotti, Ciavolich e Talamonti, tutte unite da Loreto Aprutino e dalla volontà di salvaguardarla. Già negli anni scorsi i sette combattenti produttori hanno fatto sentire la loro voce per diverse battaglie ambientaliste in difesa di questo territorio.

Loreto Aprutino è un bellissimo borgo in provincia di Pescara, ricco di arte e cultura, paese dell’olio, delle ceramiche, paese natale di Giacomo Acerbo e luogo dove appunto sono nate diverse cantine, in primis Valentini nel lontano 1600 che ha portato Loreto sulle riviste di tutto il mondo. Ed è proprio Francesco Paolo Valentini a raccontarci in anteprima di questa volontà. Francesco Paolo ci ospita nel suo storico palazzo nel centro di Loreto nella oramai leggendaria Via del Baio. Siamo venuti per parlare del suo vino ma lui preferisce parlare delle sue battaglie, della sua Loreto che sta diventando una città fantasma, del cambiamento climatico.

«Non si può tornare indietro, -ci dice il produttore- si possono solo contenere i danni che l’uomo ha prodotto con l’inquinamento. Produrre artigianalmente è molto difficile a causa del cambiamento climatico e lo sarà sempre di più perché per me tutto parte dall’uva che subisce quanto sta accadendo. Forse nei prossimi anni saremo tutti costretti a vendemmiare di notte perché il caldo eccessivo rischia di far partire fermentazioni precoci e indesiderate, alcuni miei colleghi già lo fanno».

Francesco Paolo si sa si definisce un cantiniere, un artigiano, il suo lavoro è come quello di un maestro sarto, seleziona il suo tessuto migliore, le uve e poi cuce il suo abito in cantina. Senza un grande tessuto non si può fare un grande abito, è così anche per il vino.

«I miei vini stanno cambiando -continua- perché l’uva risente dei cambiamenti. Da sempre ho scelto la forma di allevamento a pergola, la protegge di più ma non è sufficiente. Non tutti i territori sono vocati per lavorare le vigne, non bisogna impiantare dove il terreno non è idoneo, qui a Loreto Aprutino la terra è adatta per i nostri vitigni autoctoni ecco perchè lavoro solo Montepulciano e Trebbiano».

Ma non tutti operano come lui. Per molti non è il vino il protagonista assoluto di una cantina, ma l’intrattenimento, la vendita a tutti i costi, le densità degli impianti senza limiti.

«Il vino è un alimento, non dimentichiamolo mai, -ci dice Valentini- negli anni è stato inflazionato, boom di cantine e di falsi esperti, ha subito un’attenzione mediatica esagerata e stessa cosa sta accadendo per il cibo».

Altra storica battaglia di Valentini accanto a quella sul cambiamento climatico è sull’olio, spesso prodotto all’estero e venduto in Italia. Francesco si batte per la tutela dell'italianità della materia prima.

«Io lotto per il mio terreno tutti i giorni, con gli attacchi continui degli insetti. I cambiamenti climatici non risparmiano le piante d’olivo - ci spiega il produttore - ma sicuramente sono piante più forti, che si adattano al caldo. Sulle olive il problema è l’invasione degli insetti che con questi climi tropicali proliferano sempre di più».

Dalle note dolenti passiamo ai premi ai quali l’azienda agricola è abituata.

Fresco di qualche giorno, la Confederazione Italiana Agricoltori gli ha assegnato al Campidoglio la Bandiera Verde Agricoltura 2020, “un riconoscimento nazionale attraverso il quale si premiano aziende agricole, enti e parchi che si sono particolarmente distinti nelle politiche di tutela dell’ambiente e del paesaggio”. Non solo, l’azienda di Loreto ha ottenuto anche la Bandiera Verde Gold, il premio assegnato al "campione dei campioni" che testimonia non solo la qualità dei vini ma anche i valori di una famiglia che produce vino rispettando l’ambiente dal 1600.

E poi quelli giunti nel mese di giugno, entrambi per il Cerasuolo 2019: “Top Italy Rosè” migliore vino rosato secondo 50 Top Italy Rosé, la neonata guida on-line sotto il marchio 50 Top, e Oscar Miglio rosato d’Italia per Bibenda che è andato a ritirare il figlio Gabriele. «Gabriele si sta ricavando il suo spazio in azienda, -ci racconta il papà- gli piace questo lavoro, vivere in campagna, all’aria aperta».

Valentini, che dicevamo è abituato a far incetta di medaglie non nasconde che è sempre un piacere. «Condivido questi riconoscimenti con il mio territorio, -ci dice- è Loreto che ha vinto. Questo è un territorio vocato per la vite, io c’ho sempre creduto. Quello della Cia mi ha fatto particolarmente piacere perché è un premio collettivo, dedicato all’attività di tutta l’azienda e dei collaboratori». Dopo i premi sono arrivate piogge di richieste ma il Cerasuolo 2019 era finito da tempo in cantina e Valentini ha deciso, per il momento, di non imbottigliare il 2020, non lo convince ancora, non è l’abito perfetto che voleva, in molti lo avrebbero imbottigliato, ma lui preferisce aspettare come evolve. E anche per questo che il suo nome è leggendario. E’ sicuramente un privilegiato, come si definisce più volte lui stesso in questa intervista, ma al contempo è un uomo etico che non mette davanti il guadagno facile, che rispetta molto questo prodotto e la terra dal quale deriva. Una filosofia la sua da sempre rigorosa e senza compromessi.

«Non posso sapere come sarà questa vendemmia, -conclude il produttore- te lo saprò dire tra un paio di mesi. Non so come facciano ogni anno a dire che la vendemmia in corso sia la migliore!».

Ci lasciamo così, con un grande sorriso e senza un abbraccio, siamo in tempi di Covid.

 

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