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I nuovi strumenti della procedura di allerta

Con questo approfondimento, si conclude il ciclo dei quattro articoli scritti a due mani sulle novità del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

A cura degli avvocati Diego Bracciale e Luigi Acconcia *

Come evidenziato nel primo articolo pubblicato, con la riforma della crisi d'impresa si realizza il passaggio dalla fase di gestione della crisi a quella della sua prevenzione.

Primo passo, in questa direzione, è stato l’introduzione di un regime di allerta (cd. Red flags)  finalizzato alla tempestiva emersione della crisi dell’impresa, tramite l’ausilio degli organi di controllo e dell'OCRI, (Organismo di Composizione della Crisi d’Impresa) senza coinvolgimento dei creditori.

In particolare, la riforma della legge fallimentare prevede l’introduzione di specifici obblighi di informazione, in presenza dei c.d. “indicatori di crisi”, diversi a seconda del soggetto obbligato alla segnalazione, sia esso il debitore, o meglio i sui organi di amministrazione e controllo, o i soggetti qualificati, tassativamente indicati  dalla riforma.

Analizziamo per primi gli organi societari, per i quali costituiscono indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario rilevabili attraverso appositi indici, nonché l’esistenza di significativi e reiterati ritardi nei pagamenti”. A tal proposito sono indici significativi quelli che misurano la non sostenibilità degli oneri dell’indebitamento con i flussi di cassa che l’impresa è in grado di generare e l’inadeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi. A questi si aggiungono, quali ulteriori indicatori, “significativi e reiterati ritardi nei pagamenti “  sulla base di quanto previsto all’articolo 24, già esposti nel primo articolo.

Rilevati gli indicatori di crisi, l’organo di controllo societario deve avvisare l’organo amministrativo e, in caso di necessità, informare l’organismo di composizione della crisi (OCRI). La segnalazione deve essere motivata, fatta per iscritto, a mezzo pec o con mezzi che assicurino la prova dell’avvenuta ricezione, e deve contenere la fissazione di un congruo termine non superiore a trenta giorni entro il quale l’organo amministrativo deve riferire in ordine alle soluzioni individuate e alle iniziative intraprese.

Entro quindici giorni lavorativi dalla ricezione della segnalazione o dell’istanza del debitore, l’OCRI convoca dinanzi al Collegio il debitore medesimo per l’audizione in via riservata e confidenziale. Qualora il Collegio rilevi la sussistenza di fondati indizi di crisi, individua con il debitore le possibili misure per porvi rimedio e fissa un termine entro il quale il debitore deve riferire sulla loro attuazione. Ricevuta tale informazione, dunque, gli organi di controllo societari o i creditori pubblici qualificati potranno procedere con l’istanza di liquidazione giudiziale; il debitore potrà chiedere l’accesso a procedure di composizione assistita mediante apposita istanza nell’ambito della procedura di allerta. Il debitore, altresì, ha facoltà di accedere a procedure di regolazione della crisi se non riterrà di chiedere l’apertura della liquidazione giudiziale in proprio.

Oltre che ai cd organi di governance del debitore, specifici obblighi di segnalazione sussistono anche in capo ai creditori pubblici qualificati, quali l’Agenzia delle Entrate, l’INPS, l’Agente della riscossione, qualora l’esposizione debitoria abbia superato predeterminate soglie. Questi devono segnalare tale circostanza al debitore e, se lo stesso entro novanta giorni dall’avviso non avrà estinto o altrimenti regolarizzato il proprio debito o non avrà regolarizzato il pagamento rateale con l’Agenzia delle Entrate o non avrà presentato istanza di composizione assistita della crisi o domanda per l’accesso ad una procedura di regolazione della crisi e dell’insolvenza, devono farne segnalazione all’OCRI. (art. 15).

Il comma 2, dell’articolo 15 definisce “Esposizione rilevante”, una soglia predeterminata, raggiunta la quale scatta l'obbligo di segnalazione a seconda del creditore pubblico. Un esempio:  INPS, ritardo di oltre sei mesi nel versamento di contributi previdenziali di ammontare superiore alla metà di quelli dovuti nell’anno precedente e superiori alla soglia di Euro 50.000,00; pertanto l’obbligo di segnalazione all’OCRI opera: per gli organi di controllo societari allorquando vi siano indizi di crisi dell’impresa e per i creditori pubblici qualificati allorquando l’esposizione debitoria abbia superato predeterminate soglie.

In caso di violazione dell'obbligo di segnalazione è prevista una “sanzione” cui incorrono i creditori qualificati ove non provvedano a dare avviso al debitore del superamento delle soglie rilevanti ai fini della segnalazione. Tale sanzione è rappresentata: per l’Agenzia delle Entrate e per l’INPS, dall’inefficacia del titolo di prelazione loro spettante sui crediti di cui siano titolari; per l’Agente della riscossione, dall’inopponibilità del proprio credito a titolo di spese ed oneri di riscossione.

Per quanto la norma non lo evidenzi espressamente si ritiene che tale sanzione operi solo in ottica di concorsualità, qualora il debitore venga sottoposto a procedura di regolazione della crisi.

 

*Avv. Diego Bracciale, avvocato del Foro di Chieti – gestore della crisi da sovraindebitamento – curatore fallimentare – già commissario liquidatore

*Avv. Luigi Acconcia, avvocato del Foro di Chieti – gestore della crisi da sovraindebitamento – specializzato in diritto bancario e del lavoro

 

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