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Conosciamo meglio gli organismi di composizione della Crisi d’Insolvenza

Nel secondo dei quattro articoli scritto a due mani, ci si è soffermati sugli organismi OCC e OCRI

A cura degli avvocati Diego Bracciale e Luigi Acconcia *

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 14 febbraio 2019 si è concluso l'iter di riforma del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Il nuovo testo entrerà a pieno regime il 15 agosto 2020, salvo per alcune delle misure introdotte e già in vigore sostituendo di fatto il R.D. 167/1942 (legge fallimentare).

Tra le più importanti novità del nuovo testo, sicuramente ci sono gli organismi di composizione della crisi i quali assumono un ruolo centrale per far partire l’allerta, leva indispensabile all’emersione anticipata della difficoltà economico-finanziaria dei debitori.

Il primo organismo, già conosciuto poiché nato con la l. 3/2012, è l’Organismo per la composizione della Crisi da Sovraindebitamento (per brevità OCC).

L'organismo di composizione della crisi è un ente terzo, imparziale e indipendente al quale ciascun debitore, tra quelli legittimati, può rivolgersi.

L'OCC riceve le domande di avvio del procedimento e, valutato il rispetto dei presupposti normativi, nomina un Gestore della crisi che, a seguito di esame della documentazione prodotta, assisterà il debitore nella procedura opzionata.

I soggetti legittimati a ricorrere ad un OCC sono tutti coloro che non sono assoggettabili alla liquidazione giudiziale, e sono: il consumatore (colui che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta); il professionista (chi esercita una professione intellettuale, liberale, o comunque un'attività per cui occorre un titolo di studio qualificato); l’imprenditore minore (colui che non possiede congiuntamente i seguenti requisiti: a) aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall'inizio dell’attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila; b) aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell'istanza di fallimento o dall'inizio dell’attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila; c) avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila); l’imprenditore agricolo (colui che esercita un'attività diretta alla coltivazione del fondo, alla selvicoltura, all'allevamento di bestiame e attività connesse); ed infine le start-up innovative.

Tramite l’OCC si può accedere ad un piano di ristrutturazione dei debiti riservato al solo consumatore, ad un concordato minore riservato alle altre figure menzionate, e laddove queste due misure non dovessero trovare spazio, si può procedere ad una liquidazione controllata del patrimonio.

All'esito della procedura, ed in presenza di determinati requisiti, il debitore può aspirare all'effetto esdebitatorio che gli consente di ripartire epurato da ogni debito.

Un'importante novità è quella di poter avviare delle procedure familiari e collegate, ovvero tutti i membri della stessa famiglia possono presentare un unico progetto di risoluzione della crisi.

In quest'ottica, l'OCC è l'organismo che cura la procedura più confacente al sovraindebitato o alla sua famiglia garantendo imparzialità ed indipendenza.

Il secondo è l’Organismo di Composizione della Crisi d’Impresa (breviter OCRI) che ha il compito di ricevere le segnalazioni e gestire la fase di allerta, nonché il procedimento di composizione assistita della crisi per le imprese diverse dalle imprese minori.

Sono costituiti presso ciascuna Camera di commercio con il compito di: ricevere le segnalazioni sui fondati indizi di crisi dell’impresa; gestire la fase di allerta per tutte le imprese; e assistere l’imprenditore, su sua istanza, nel procedimento di composizione assistita della crisi per le imprese diverse da quelle sotto le soglie sopra dette.

L’OCRI è composto da un referente che viene individuato dal legislatore nel segretario della camera di commercio o in un suo delegato, un ufficio del referente che può essere costituito anche in forma associata da diverse Camere di commercio (si tratta dell’apparato costituito dal personale e dai mezzi messi a disposizione dell’Organismo dalla Camera di commercio); un collegio degli esperti che viene nominato di volta in volta per la trattazione di ogni singolo affare.

Il referente non solo ha il compito di assicurare la tempestività del procedimento, ma deve curare l’esecuzione degli adempimenti amministrativi e vigilare sul rispetto dei termini da parte di tutti i soggetti coinvolti.

Il collegio degli esperti è composto da tre membri: uno deve essere designato dal presidente della sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale; uno deve essere designato dal presidente della Camera di commercio; il terzo componente deve appartenente all’associazione rappresentativa del settore di riferimento del debitore.

Le designazioni devono inoltre essere improntate al canone di trasparenza e rotazione, tenuto conto in ogni caso della specificità dell’incarico ed il referente ha altresì il compito di avere cura che nel collegio siano rappresentate le professionalità necessarie per la gestione della crisi sotto il profilo aziendalistico, contabile e legale.

In questo secondo articolo si è cercato di esporre con grande difficoltà di sintesi, data la vastità della materia, cosa sono, per sommi capi, l’OCC e l’OCRI. Sono argomenti che necessiterebbero di essere trattati senza sintesi per una completezza espositiva.

*Avv. Diego Bracciale, avvocato del Foro di Chieti – gestore della crisi da sovraindebitamento – curatore fallimentare – già commissario liquidatore.

*Avv. Luigi Acconcia, avvocato del Foro di Chieti – gestore della crisi da sovraindebitamento – specializzato in diritto bancario e del lavoro.

 

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