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3Dit srl, da Loreto Aprutino partono innovazione e tecnologia

A tu per tu con Danilo Broggi, presidente dell’azienda che opera nel settore della manifattura additiva

a cura di Eleonora Lopes

L’Additive Manufacturing rappresenta una tecnologia in forte sviluppo, in grado di stravolgere i tradizionali paradigmi produttivi. E proprio nel piccolo paese di Loreto Aprutino, noto per le sue eccellenze agroalimentari, nasce 3Dit srl, una realtà che opera nel settore della manifattura additiva. Ne abbiamo parlato con il suo presidente Danilo Broggi.

Presidente, cos’è 3Dit e quali sono i principali obiettivi?

«3Dit Srl è una start-up innovativa nata con l’obiettivo di sviluppare sistemi di “additive manufacturing” che si integrino nel flusso produttivo di grandi aziende e PMI, per fabbricare prototipi funzionali, parti finite, piccoli lotti produttivi con particolari caratteristiche termo-meccaniche. Possiamo dire che il nostro principale obiettivo è l’introduzione di tecnologie di manifattura additiva per la produzione seriale di parti meccaniche ad alta precisione in alluminio, acciaio, titanio e leghe particolari».

3Dit ha sede a Loreto Aprutino, in Abruzzo. Perché questa scelta?

«L’Abruzzo ha tutte le carte in regola per poter accogliere realtà vivaci come la nostra. Basti pensare che proprio presso la sede abruzzese dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, è attivo l’hub HAMMER (Hub for Additive Manufacturing, Materials Engineering and Research), che vede la sezione INFN di Roma “La Sapienza” e LNGS uniti nel campo dell’additive manufacturing avanzato e nella sperimentazione di nuovi materiali plastici, metallici ed ibridi ad utilizzo scientifico e industriale. Peraltro, anche grazie alla vicinanza ai Laboratori, stiamo lavorando con il team di Hammer allo sviluppo di alcuni progetti di R&S, grazie al nostro board member Francesco Puzello».

Qual è il vostro mercato target?

«I nostri target sono sia i big players sia le PMI del settore aerospazio, uno dei settori più interessati allo sviluppo dell’additive manufacturing e nel quale, già da diversi anni, si utilizzano componenti e parti metalliche per motori aeronautici prodotte con la stampa 3D. Tuttavia i benefici dell’additive manufacturing non sono limitati al settore dell’aerospazio e per questo nei prossimi anni è previsto un ampliamento del business con lo sviluppo e la produzione di prodotti innovativi dedicati all’industria sanitaria, all’automotive e all’industria manifatturiera avanzata nel suo complesso. Anche i settori dell’oil & gas e delle energie rinnovabili saranno al centro dei nostri investimenti, perché crediamo nel forte potenziale della stampa 3d in questi settori».

Avete trovato particolari ostacoli nell’approccio con i potenziali clienti?

«Fortunatamente no. Devo dire che fino ad oggi non abbiamo riscontrato grandi ostacoli. Adattiamo il nostro approccio in base alla tipologia di cliente, ed è facile intuire che l’interlocuzione con un big player è completamente diversa da quella con una PMI. Nel nostro percorso stiamo notando che le PMI sono sempre più preparate e, oltre a far uso dell’AM per la prototipazione rapida, vi ricorrono anche per la produzione di parti finite».

Quali investimenti avete sostenuto fino ad ora e cosa prevede per il futuro?

«Vogliamo essere una realtà all’avanguardia in ambito Additive Manufacturing e accrescere costantemente la nostra presenza sul mercato. Per questo all’interno dello stabilimento di Loreto Aprutino andremo a realizzare un’area interamente dedicata alla progettazione e produzione in 3D printing, dove alloggiare 6 stampanti. Continueremo a investire nell’impianto produttivo e nelle risorse umane, perché siamo convinti che il miglioramento dei nostri servizi, dal punto di vista della tecnologia e della capacità di produzione, passi anche attraverso la costante crescita del nostro team. Inoltre, il settore dell’AM sta cambiando rapidamente e per questo stiamo potenziando gli investimenti in R&S. La presenza nel progetto 3Dit della Sophia High Tech sta creando sinergie uniche in questo ambito. Il giovane team di ingegneri aerospaziali, ha maturato forte esperienza sulle applicazioni e sui processi di stampa additiva e si sta rafforzando su progetti di elevato contenuto tecnologico».

In termini di strategie di investimento, state già sviluppando progetti in settori diversi dall’aerospazio?

«La diversificazione per noi è molto importante, ci permette di sperimentare soluzioni innovative e applicare le nostre competenze a settori interessanti in termini di crescita. Proprio per questo stiamo lavorando a più progetti. Tuttavia, in questi mesi abbiamo focalizzato la nostra attenzione sul settore della produzione di biciclette e stiamo sviluppando un progetto in cui crediamo molto. Il nostro team, forte dell’esperienza e del know-how acquisiti nel settore aerospace, sta lavorando al progetto AeroBike, per la realizzazione di un modello di due ruote innovativo e unico, frutto dell’applicazione della stampa 3D ad un materiale sorprendente come il titanio, con il supporto di un motore elettrico».

Il Covid-19 sta generando una forte crisi economica. Come vi state adeguando a quello che in molti chiamano “new normal”?

«Senza dubbio il Covid-19 sta causando un periodo di grandi cambiamenti e incertezze, che ci pone davanti a delle grandi sfide e richiede una forte capacità di riorganizzativa. Oggi le aziende sono chiamate ad adottare nuovi modelli operativi in risposta alla crisi causata dal Covid. Possiamo dire che in un certo senso 3Dit ha anticipato quanto sta accadendo, mettendo a punto, sin dalla sua costituzione nel novembre 2019, un modello operativo che le consente di essere un’azienda agile e capace di adeguare facilmente la produzione al variare delle esigenze del contesto di riferimento».

Come vede lo sviluppo dell’AM su larga scala?

«Il ricorso all’Additive Manufacturing su larga scala è destinato a diventare ancora più dilagante considerando anche le nuove esigenze di produzione generate in risposta al Covid-19: sviluppo di materiali innovativi, riduzione dei costi, rapidità di produzione, riduzione della supply chain, possibilità di ottenere soluzioni personalizzate, sono tra le caratteristiche che fanno dell’AM una tecnologia vincente che sostituirà molte delle lavorazioni tradizionali».

Danilo Broggi, presidente di 3Dit, è un imprenditore e start-upper italiano,, manager pubblico e privato, già presidente nazionale di Confapi (Confederazione italiana della piccola e media industria), amministratore delegato di Consip e Atac, è stato, ed è tuttora, consigliere di amministrazione di aziende private di diversi settori (banche e finanza, assicurazioni, industria e servizi), presidente del Centro per la Cultura di Impresa, componente dell’Advisory Board del Dipartimento Finanza della SDA Bocconi.

 

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