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“Turismo e agricoltura per crescere in Abruzzo”

Il Centro estero delle Camere di Commercio, Unicredit e Federalberghi Abruzzo insieme per approfondire il potenziale attrattivo del territorio abruzzese in un’ottica di turismo sempre più legato all'agricoltura per trainare la crescita dell’economia regionale

a cura della redazione

L’Abruzzo si posiziona al 17° posto nella graduatoria delle regioni italiane per numero di arrivi (1,5 milioni nel 2017) e al 16° posto per numero di presenze. Il 12,4% dei turisti che visitano la regione è straniero: un dato inferiore alla media nazionale pari al 49%. Questi sono alcuni dei dati presentati al convegno su “Turismo e agricoltura per crescere in Abruzzo”, organizzato a Pescara da UniCredit in collaborazione con Camera di Commercio Abruzzo e Federalberghi Abruzzo. Al centro dell’incontro un approfondimento sul potenziale attrattivo del territorio abruzzese, in un’ottica di turismo sempre più legato all'enogastronomia e in grado di trainare la crescita dell’economia regionale.
Nel corso della giornata, organizzata secondo il format Small Business Excellence, che vede protagoniste le aziende e le loro storie di successo, è stato presentato uno studio realizzato da UniCredit in collaborazione con Nomisma sulle potenzialità turistiche dell’Abruzzo da cui è emerso che la regione, a forte vocazione agricola e caratterizzata da una forte presenza di prodotti di qualità certificata (DOP e IGP), può incrementare di molto l’afflusso turistico, puntando proprio su questi elementi. 
“Il turismo - ha affermato Giovanni Forestiero, regional manager Centro di UniCredit - è un volano strategico per la crescita dell'economia del nostro Paese e permette di valorizzare anche gli asset fondamentali delle nostre regioni, come l'arte, la cultura, il patrimonio storico e paesaggistico, l'agroalimentare, l'enogastronomia. Questa consapevolezza ci ha portato a impegnarci per realizzare un approccio al settore turistico sempre più focalizzato sul potenziamento del territorio e nel supportare le imprese a conoscere in maniera più approfondita il proprio mercato di riferimento. Considerare i trend del settore e saperli interpretare correttamente permette di erogare finanza e consulenza in modo più conforme alle richieste dei clienti. Lo studio che abbiamo presentato oggi guarda infatti a turismo e agricoltura come un binomio strategico per aiutare gli operatori a offrire una proposta dinamica e in continua evoluzione, capace di soddisfare una domanda sempre più variegata. Tra le diverse azioni che stiamo portando avanti sul territorio, le convenzioni di filiera sono pensate per offrire un concreto sostegno finanziario alle aziende e contribuire ad adeguare l'offerta ai più alti standard innovativi del mercato”.
Secondo Lido Legnini, presidente Centro Estero Abruzzo e vicepresidente vicario Camera di Commercio Chieti Pescara, “Negli ultimi anni sono numerose le imprese che hanno realizzato importanti investimenti strutturali per accogliere presso le proprie strutture i visitatori che decidono di trascorre in Abruzzo un periodo di vacanza, stimolando naturalmente la curiosità degli ospiti nell’approfondire la conoscenza delle tipicità territoriali e sviluppando in molti casi una spontanea attività di promozione all’estero dei prodotti locali, favorendo la crescita dell’export. L’ospitalità garantita dalle imprese del territorio favorisce un turismo destagionalizzato ed alimenta un legame profondo con la nostra regione, fornendo agli operatori turistici l’opportunità di proporre programmi di visite ben configurate che alternano la scoperta delle ricchezze paesaggistiche e culturali con la conoscenza delle eccellenze enogastronomiche e degli stessi processi produttivi impiegati. Al momento le due realtà imprenditoriali del turismo e dell’agroindustria viaggiano tendenzialmente in parallelo con pochi punti di incontro; lo scopo di questa giornata è quello di stimolare delle sinergie per generare azioni di cooperazione premianti”. 
Per Giammarco Giovannelli, presidente Federalberghi Abruzzo, “La percezione della domanda turistica italiana e internazionale verso la destinazione Abruzzo è sempre più interessante e professionalmente stimolante in quanto genera plurimi desideri di vacanza, proprio grazie alla voglia spontanea di conoscere e circuitarsi in una Regione accogliente per cultura e ricca di turismi da scoprire e vivere. Abbinare il turismo all’agricoltura infatti significa riconoscerne e svilupparne le culture, i valore e le tradizioni quali pilastri sociali delle principali economie regionali, su cui dover investire senza alcun dubbio”.
Mauro Febbo, assessore regionale al Turismo e Attività produttive, "Siamo fermamente convinti che per crescere i settori del turismo e dell'agricoltura debbano camminare perché solo in questo modo è possibile l'affermazione dei prodotti enogastronomici sui mercati internazionale. La Giunta regionale e gli assessorati di riferimento stanno predisponendo un programma accurato di interventi in grado di valorizzare il prodotto Abruzzo. L'enogastronomia, la valorizzazione dei prodotti agricoli, il valore del nostro vino sono solo alcuni importanti canali in cui il marchio Abruzzo ha forte possibilità di crescita sui mercati internazionali. Questo noi lo sappiamo e nei prossimi mesi lavoreremo ad un piano operativo in grado di raggiungere nel breve periodo risultai positivi”
In Abruzzo, secondo la ricerca UniCredit-Nomisma, sono presenti 26 circoscrizioni turistiche, cioè entità territoriali omogenee per caratteristiche di domanda e offerta. La densità̀ di esercizi ricettivi alberghieri e complementari per kmq (pari a 0,26 contro una media nazionale di 0,68), è maggiore nelle località di mare. Le quote più rilevanti di arrivi stranieri sul totale di turisti si registra nelle circoscrizioni Pescara, Pineto e nella provincia di Teramo. La media della regione è però ancora bassa e si attesta sul 12,24% contro il 49,13 dell’Italia. Tuttavia il sentiment (ossia l’indicatore che riflette la percezione delle strutture recettive prendendo in considerazione le recensioni registrate sui principali portali) espresso dai turisti sull’Abruzzo risulta altro e al di sopra della media italiana: quello espresso dagli stranieri si attesta sull’88,36 contro l’88,06 dell’Italia e quello degli italiani sull’89,98 contro una media Italia dell’88,22.Da evidenziare un gradimento maggiore da parte dei turisti per le aree interne della regione. Tra le sette circoscrizioni ad alta potenzialità turistica (individuate sulla base dell’indicatore di sintesi Tourist Score Nomisma-Unicredit), Alba Adriatica domina la classifica (con uno score del 63,2%) e Pineto si posiziona al settimo posto. Le aree interne del territorio riescono a mitigare la stagionalità soprattutto grazie ai diversi asset territoriali e alla varietà dell’offerta. 
L’agroalimentare ha un ruolo fondamentale nell’economia della Regione con quasi 29mila imprese del settore agroalimentare a fronte delle 807 mila complessivamente presenti in Italia, concentrate in modo particolare nelle province di Chieti e Teramo. La Regione sta, inoltre, puntando sulla qualità: ne è dimostrazione la crescita a due cifre dei prodotti alimentari DOP-IGP registrata nel 2017 (+ 21,6% rispetto al 2016, contro un incremento del 3,4% registrato a livello nazionale). I prodotti agroalimentari abruzzesi sono importanti per la qualità e la tipicità dal punto di vista gastronomico e delle tradizioni. La regione vanta 6 prodotti DOP (tra cui l’Oliva ascolana del Piceno e lo Zafferano dell’Aquila) e 4 IGP. 
Negli ultimi decenni la regione ha fatto anche notevoli passi avanti nella produzione di vini di qualità (Dop e IGP) ricevendo riconoscimenti sia in Italia che all’estero al punto che oggi il vino si conferma tra i migliori ambasciatori della regione grazie anche alla valorizzazione continua della nuova generazione di produttori (9 i prodotti Doc e 8 gli Igt).
Guardando più in generale all’agroalimentare, l’Abruzzo esporta meno della media nazionale (6,8% vs 9,2%), ma la provincia di Pescara si distingue con una media del 13,7. L’enogastronomia abruzzese si attesta comunque tra i driver fondamentali di viaggio grazie anche alla presenza di una ristorazione di alto livello: 7 il numero dei ristoranti stellati e  9 il numero di stelle Michelin.
Per accrescere la propria attrattività, oggi la regione deve sempre più investire nell'accesso a nuovi modelli di sviluppo turistico promuovendo un sistema integrato turismo-agricoltura con un'offerta congiunta tra strutture ricettive e imprese agricole volta alla valorizzazione del territorio, dei prodotti di eccellenza e del trend enogastronomico, quale importante asset turistico. Rafforzando l'identità regionale attraverso una strategia di comunicazione e di marketing che va dallo storytelling all'utilizzo di nuovi strumenti digitali, in modo da rendere riconoscibile il proprio prodotto anche all'estero. Proseguendo con le attività volte a promuovere le tematiche sulla sostenibilità ambientale. Incentivando la collaborazione tra il pubblico e il privato attraverso un dialogo e un confronto continuo con gli operatori del territorio per fare sistema.
Hanno preso parte all’iniziativa anche Simona Olivadese del settore Small Business Key Sectors di UniCredit, che ha illustrato lo studio sulla potenzialità turistica del territorio in relazione all’agricoltura come binomio per la crescita della regione, Marina Cvetic della Masciarelli tenute agricole, Marco De Remigis dell’Azienda casearia De Remigis, Fausto Di Nella del Movimento Turismo del Vino, Ruggero Masciangelo della Tenuta Masciangelo Srl, Sofia Pepe dell’Azienda Agricola Bio Emidio Pepe, Francesco Cirelli della Cirelli La Collina Biologica. Il confronto è stato moderato da Massimiliano Fabrizi, head of Retail Region Centro di UniCredit. 
La giornata si è chiusa con le conclusioni di Giovanni Forestiero, Responsabile per il Centro Italia di UniCredit.

 

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