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Chieti: il Gran Caffè Vittoria spegne 100 candeline

Per celebrare questo importante traguardo, la famiglia D’Orazio ha organizzato per domani una grande festa aperta a tutta la città

a cura di Eleonora Lopes

E’ uno di quei traguardi al quale in Abruzzo pochi riescono ad arrivare, ma il Gran Caffè Vittoria di Chieti, cel’ha fatta alla grande ed è arrivato più fresco che mai ai suoi 100 anni. Situato sotto i mitici portici di Corso Marruccino, storico caffé letterario e ritrovo di esponenti del panorama politico e culturale locale.Gran Caffè Vittoria mantiene il suo fascino elegante e liberty, ed è da un secolo il punto di riferimento indiscusso della città.

L’occasione meritava una grande festa e per presentarla alla città di Chieti, martedì ha avuto luogo una conferenza stampa alla quale hanno partecipato: Gabriella D’Orazio, in rappresentanza della famiglia D’Orazio, proprietaria dei locali, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, il musicista e cabarettista Germano D’Aurelio, in arte N’Duccio, la presidente di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio e lo scrittore ed esperto di storia e tradizioni locali, Mario D’Alessandro.

«Questa è una data importante per la mia famiglia ma anche per tutta la città - ha detto la titolare Gabriella D’Orazio-, è un traguardo che significa che questa città può ancora farcela, è necessario ripartire dalla storia per guardare al futuro».

E a proposito di storia, ripercorriamola attraverso le fonti del sito web. È il 1920 quando Vincenzo Melocchi, commerciante di Pizzoferrato, apre il Gran Caffé Roma con il socio Granchelli. Nel 1922 i teatini Romiti e Caniglia lo rilevano e fino al 1936 ne conservano il nome. Sarà solo con la proclamazione dell’impero fascista, il 9 maggio del 1936, che diventerà Gran Caffè Vittoria. Il”bar dei teatini”da sempre è rimasto sotto i portici del corso con la sua insegna storica e gli arredi d’epoca. C’è ancora anche quel pianoforte a marca Chopin che riporta al titolo del film di Luciano Odorisio, “Sciopèn”, pellicola d’autore su emozioni, contraddizioni e difetti della provincia italiana, con protagonisti di eccezione come Michele Placido e Giuliana De Sio. Film girato proprio al Vittoria.

Sono passati gli anni e sono mutate le abitudini dei teatini. Prima il bar era un luogo di intrattenimento e ritrovo, oggi è una vera e propria azienda al servizio della città e luogo di ristorazione veloce. Roberto D’Orazio rileva la proprietà del Vittoria nel 1988, dopo che nel 1983 il locale è stato restaurato dai precedenti proprietari. Ne è passata di storia cittadina sotto questi portici e davanti ai tavolini di questo caffé del centro. Il vicino teatro ha traghettato qui clienti famosi, come Giorgio Albertazzi. La posizione strategica tra i palazzi del potere politico-amministrativo ha giocato un ruolo fondamentale nell’approdo di Antonio Di Pietro, Gianfranco Fini, Marco Pannella, Nino Sospiri o Vittorio Sgarbi e persino del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Veniamo ad oggi, l’evoluzione fondamentale del Caffè è stata l’apertura all’attività di catering, ovvero l’invitante tavola calda anche da asporto. Bar e ristorazione veloce a prezzi concorrenziali come tutta l’offerta, dall’aperitivo cenato al comparto dolce. Mignon, croissant, biscotti secchi, torte gelato, torte da ricevimento. Tutto direttamente dallo storico laboratorio della famiglia D’Orazio che ha aperto prima della seconda guerra mondiale la storica pasticceria in vico storto San Ferdinando, una traversa di corso Marrucino.

Il centenario sarà celebrato domani 24 gennaio, con una grande festa della teatinità a cui sono tutti invitati. Alle 18 l’apertura della cerimonia è affidata al coro Selecchy diretto dal maestro Pezzullo autore del brano appositamente scritto per il Vittoria, poi la banda di Chieti, il premio dalla Confcommercio, le narrazioni del giornalista scrittore Mario D’Alessandro cultore di storia e tradizioni teatine, la proiezione di Sciòpen, il film di Odorisio.

«Per noi – ha detto il sindaco durante la conferenza- questo è un punto di riferimento sociale, al di là dell’attività, un luogo dove ritrovarsi da sempre, è un pezzo di città come lo è il Duomo e siamo orgogliosi di festeggiare questo importante compleanno».

«Sono molto contenta- ha aggiunto la presidente Tiberio- che in questo momento storico complesso, attività come queste possano arrivare a traguardi così longevi. Noi come Confcommercio saremo grati di consegnare venerdì a Gabriella e alla sua famiglia il riconoscimento come bottega storica».

Foto di Vincenzo Fedecostante

 

 

 

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