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Al via con Cantina Santadi alle degustazioni di “Torre Social Wine”

E’ partito con la cantina sarda il primo appuntamento organizzato da SlowFood Lanciano e Cantina Frentana nella splendida Torre Vinaria a Rocca San Giovanni

a cura di Eleonora Lopes

“Torre Social Wine”, è questo il nome del nuovo progetto organizzato da Cantina Frentana nella splendida Torre Vinaria a Rocca San Giovanni. Si tratta di una serie di incontri promossi da SlowFood Lanciano che vedranno protagoniste alcune cantine italiane con delle degustazioni esclusive. Obiettivo di “Torre Social Wine” è puntare l'attenzione sulle produzioni vitivinicole italiane espressione del mondo della cooperazione sociale.

Si è partiti lo scorso martedì con la cantina sarda Santadi, a condurre la degustazione: il giornalista Massimo Di Cintio insieme a Gianni Pasquale, presidente di Assoenologi d’Abruzzo. Presenti per l’occasione in rappresentanza della Cantina: Massimo Podda, commercial manager di Santadi e l’enologo Giorgio Marone.

Ad introdurre gli ospiti, Raffaele Cavallo rappresentante legale di SlowFood Abruzzo e promotore di questa iniziativa. Ha portato i saluti della Cantina Frentana anche il direttore Felice Di Biase.

Ubicata non lontano dalle spiagge di dune bianche di Porto Pino, a sud-ovest della Sardegna, Santadi nasce nel 1960 e lavora principalmente uve rosse, circa il 75% della produzione totale. Tra i vitigni a bacca rossa troviamo il Carignano, il Monica, il Sangiovese, il Syrah, il Merlot, il Bovaleddu. Per i bianchi: Vermentino, Nuragus, Chardonnay e Nasco.

Ma torniamo al cuore dell’evento, in degustazione sei vini: per partire lo spumante metodo classico Solais con uve bianche del territorio che affina sui lieviti 36 mesi. A seguire il Cala Silente Vermentino di Sardegna 2022, un vino fresco, dalla bella acidità, vinificato in cemento. Poi è stata la volta dei rossi, Noras, Cannonau di Sardegna, affinato per 6 mesi in barrique di rovere francese e altri 6 mesi in bottiglia, note intense ma eleganti. Successivamente il Rocca Rubia, un Carignano del Sulcis del 2019, che matura prima 12 mesi in barrique di rovere francese per poi proseguire altri 6 mesi in bottiglia, ne viene fuori un vino di grande persistenza e aromaticità. Poi è arrivato il turno del re della cantina, Torre Brune realizzato con i vitigni autoctoni Carignano e Bovale Sardo. Vino più rappresentativo dell’azienda, affina 18 mesi in barrique di rovere francese e 12 mesi in bottiglia, il risultato è intenso ed elegante al naso e al palato. La degustazione si è conclusa con Latinia, un vino ottenuto da uve stramature che evolve anche esso in barrique, ideale per un fine pasto o da abbinare ai formaggi muffati.

SlowFood Lanciano ha regalato agli ospiti anche una sorpresa fuori programma, la degustazione dei salumi dell’azienda Caporale di Lanciano, una produzione che vede tutti gli insaccati realizzati senza conservanti. Tra gli assaggi, anche i due presidi SlowFood la Ventricina del vastese e il Salsicciotto frentano.

La Cantina di Santadi nasce nel 1960, ma è a metà degli anni settanta, con l’arrivo di un nuovo consiglio di amministrazione, capeggiato dall’attuale presidente Antonello Pilloni, che avviene la svolta. Il nuovo gruppo dirigente animato da grande entusiasmo e passione, chiama in qualità di consulente, l’enologo di fama internazionale Giacomo Tachis, che prende a cuore le sorti della Cantina Santadi e si affeziona al territorio. Con il suo intervento i vini della Cantina di Santadi fanno un salto di qualità, tanto da essere immediatamente accettati nei mercati più importanti, con riconoscimenti di grande qualità e forte identità. Da allora ad oggi è stato un continuo crescendo, il marchio dei vini Santadi è sempre più diffuso ed apprezzato. Un successo sicuramente dovuto alla squadra, ovvero i produttori, gli amministratori, i commerciali, i collaboratori e le maestranze tutte, che rappresenta per il territorio un patrimonio di grandi professionalità.

Il prossimo appuntamento di “Torre Social Wine” è per il 21 aprile alle 19.00 con la cantina dell’Alto Adige San Michele Appiano.

 

 

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